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AMBIENTE/ Il geofisico: vi spiego perché l'allarme sul clima non è ancora superato

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Nel decennio 2000-2009, l’aumento della temperatura si è temporaneamente attenuato. Periodi simili, della durata di circa un decennio, con temperature stazionarie, si sono prodotti anche nei decenni scorsi, nell’ambito di una tendenza di più lungo periodo di aumento della temperatura.

 

Comunque la temperatura media del decennio 2000-2009 è stata più elevata di quella del decennio precedente, a sua volta più elevata di quella del decennio ancora precedente. Anche sopra l’Antartide, il pozzo freddo del pianeta, le temperature superficiali sono in aumento. Dal 1959 al 2008 la temperatura superficiale delle acque oceaniche è quasi ovunque in aumento; anche di 2 °C in 50 anni, come lungo le coste sudoccidentali della Groenlandia.

 

L’altro tema caldo del dibattito è quello della CO2 la cui concentrazione atmosferica aumenta al ritmo di quasi 2 parti per milione l’anno. In aprile la concentrazione globale mensile ha superato le 390 ppm (+ 23% dall’inizio delle misure sistematiche nel 1958). Rispetto al valore pre-industriale (280 ppm), misurato nelle bolle d’aria nelle carote di ghiaccio, la concentrazione è aumentata del 38%.

 

Le emissioni di CO2 sono probabilmente un poco diminuite nel 2009, a causa della crisi economica, ma vi sono evidenze di una diminuzione dell’assorbimento della CO2 atmosferica nelle acque oceaniche e nella biosfera. Anche gli altri gas serra sono in aumento, così che si calcola che il forzante radiativo di tutti gas serra sia aumentato dal periodo preindustriale di circa il 60%.

 

Orombelli passa poi a esaminare la situazione dei ghiacci. I ghiacciai montani sono quasi ovunque in accentuato regresso. Ghiacciai simbolo, quale quelli residui sul Kilimajaro, hanno subito complessivamente dal 1912 una riduzione areale dell’85%. Il maggiore di essi esiste almeno da 11.700 anni ed è sopravvissuto a crisi di siccità durate anche alcuni secoli.

 

I ghiacciai polari subiscono anch’essi perdita di massa: misure gravimetriche satellitari portano a stimare, dal 2002 al 2009, una perdita di 1500 miliardi di tonnellate di ghiaccio in Groenlandia e di 800 miliardi di tonnellate in Antartide. Negli ultimi due anni, in Groenlandia, l’area in accentuata perdita si sarebbe allargata, dalla costa occidentale lambita dalle acque più calde, a quella orientale. L’estensione minima dei ghiacci marini artici a settembre è diminuita del 30% in trent’anni. Nel 2008 e nel 2009, per la prima volta, si sono aperti insieme il Passaggio a Nord Ovest e quello a Nord Est.

 

Quanto ai mari, si può dire che il livello medio globale degli oceani negli ultimi anni ha raggiunto un tasso annuo di risalita di 3,2 mm. In alcune aree la risalita è dell’ordine di oltre 12 mm all’anno (Pacifico occidentale), mentre in altre il livello si abbassa anche di oltre 5 mm all’anno. Orombelli fa notare che l’aumento della temperatura media annua globale, delle emissioni di CO2 e della risalita del livello del mare si collocano presso il limite superiore (più pessimistico) della forbice delle proiezioni effettuate dall’IPCC.

 

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COMMENTI
05/06/2010 - opinione del prof. Zichichi (attilio sangiani)

ricordo che ripetutamente il prof. Antonino Zichichi ha espresso opnioni diverse rispetto a quelle del prof. Orombelli. A me pare che,di fronte alla complessità e contradditorietà dei dati e delle opinioni,non è saggio imporre concrete politiche economiche relative all'andamento climatico. Si aggiungano gli imponenti interessi in gioco,che,spesso,condizionano ( fino alle falsificazioni ) le informazioni diffuse nel mondo. Si pensi,per analogia,alle informazioni ed alle proiezioni in campo demografico date per scientificamente attendibili e improntate al neo-malthusianesimo. Oggi,con disinvoltura,vengono rovesciate e smentite dalle perverse conseguenze,come in Europa,in Cina,in Giappone,ecc.