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VOYAGER/ I 12.000 giorni della sfida dell'uomo al sistema solare

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Voyager (Foto: Nasa)  Voyager (Foto: Nasa)

 

La missione è stata strabiliante, e lo è ancora, dopo quasi 33 anni di attività: incredibile, come spesso capita nei programmi spaziali, è rendersi conto di come il risultato cui assistiamo oggi non era neanche sperato in origine, tanto è vero che la missione è stata più volte rimodulata ed estesa dopo il raggiungimento di ogni risultato. E finché le “pile” (termogeneratori elettrici alimentati da un combustibile a radioisotopi) forniranno energia al sistema, i due Voyager continueranno a fornire nuovi e certamente sorprendenti risultati.

 

Il Voyager doveva infatti funzionare 4 anni, in seguito questo termine venne esteso a 12 anni, successivamente a 25. Questo spettacolare risultato è stato ottenuto grazie a un sapiente utilizzo delle riserve di combustibile: dai 470 Watt usati all’inizio, si scese a 334 per il Voyager 1 e a 336 per il 2, successivamente rimodulati a 315 e 319 nel 2001. Per ottenere questo risultato si sono spenti in momenti successivi alcuni strumenti: l’ultimo a essere spento sarà il sistema di guida giromagnetica, che determinerà lo spegnimento del magnetometro, del sensore solare e dell’antenna ad alto guadagno, chiudendo definitivamente le operazioni della missione. Incredibile a dirsi, la stima della data di spegnimento è circa il 2020: ancora 10 anni da oggi prima che questo eccezionale strumento termini la sua epica missione!

 

Oggi il Voyager 1 è lo strumento umano più lontano dalla Terra, avendo superato a giugno di quest’anno i 17 miliardi di chilometri dal Sole (il diametro medio del Sistema Solare misura circa 12 miliardi di chilometri); il Voyager 2 si trova su un’altra traiettoria a una distanza dal Sole di poco inferiore: supererà i 14 miliardi di chilometri a novembre 2010. Il prossimo grande risultato sarà l’uscita dall’eliosfera e il passaggio attraverso l’eliopausa: dopo queste autentiche “colonne d’Ercole”, il Voyager sarà la prima missione umana a entrare nello spazio interstellare vero e proprio, uscendo dall’influenza più diretta del nostro Sole. Le sorprese non finiranno certamente...

 

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COMMENTI
14/07/2010 - Boomerang? (Dario Morandotti)

Grazie per il breve articolo e la precisa presentazione dei dati. Interessante anche la firma e le informazioni codificate contenute nei satelliti. Spero solo che eventuali alieni ne facciano buon uso e si dilettino con Beethoven invece di usarle per progettare una possibile invasione della Terra. Gli abbiamo infatti fornito volontariamente od involontariamente informazioni chiave. Ma questa forse e' un po' fantascienza ... -Dario.