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VOYAGER/ I 12.000 giorni della sfida dell'uomo al sistema solare

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Voyager (Foto: Nasa)  Voyager (Foto: Nasa)

 

Curiosamente, tutto questo - e molti altri aspetti impossibili da riproporre in questa sede - non rappresenta il vero motivo per cui il Voyager è conosciuto fra i non addetti: gli strumenti della missione Voyager, come detto, dovevano funzionare per 4 anni, ma il satellite idealmente può durare una quantità indefinita di anni, letteralmente “perdendosi” nello spazio interstellare a una velocità di circa 18.000 chilometri orari. I progettisti di allora decisero una cosa mai ripetuta nella storia dell’astronomia: misero all’interno del satellite la firma degli autori del satellite stesso. In ciascuno dei due satelliti è infatti conservato un disco d’oro che letteralmente racconta chi è l’autore - l’uomo -, le sue caratteristiche anatomiche, la posizione della Terra nella Via Lattea, le testimonianze dal Pianeta Terra (rumori, immagini, suoni, musiche come la Nona Sinfonia di Beethoven), il tutto “scritto” in un linguaggio numerico, con una chiave per la corretta interpretazione del contenuto.

 

Quale che possa essere il soggetto extraterrestre evoluto che raccoglierà il messaggio del Voyager, resta la singolarità di questo atto: come nelle caverne migliaia di anni fa l’uomo imprimeva la sua mano a firma delle pitture o a significare la sua presenza in determinate occasioni, così oggi non può esimersi dall’accostare il proprio nome all’opera delle sue mani e a segnalare la sua presenza originale nell’immensa storia del cosmo. E questo messaggio, il disco d’oro, potrebbe resistere addirittura più a lungo della presenza umana sulla Terra, rimanendo così fra qualche miliardo di anni segno eloquente e sorprendente dell’unico “viaggiatore” veramente straordinario nella storia dell’Universo: l’uomo.



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COMMENTI
14/07/2010 - Boomerang? (Dario Morandotti)

Grazie per il breve articolo e la precisa presentazione dei dati. Interessante anche la firma e le informazioni codificate contenute nei satelliti. Spero solo che eventuali alieni ne facciano buon uso e si dilettino con Beethoven invece di usarle per progettare una possibile invasione della Terra. Gli abbiamo infatti fornito volontariamente od involontariamente informazioni chiave. Ma questa forse e' un po' fantascienza ... -Dario.