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ENERGIA/ Il paradosso tutto italiano delle fonti rinnovabili

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L’alba della costituzione di una vera e propria filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia sembra arrivata. Con la presentazione del Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 da parte dell’Enea, ora gli imprenditori hanno a disposizione un’ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, che comprende previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale e una panoramica delle tecnologie più promettenti.

 

Nell’ultimo decennio si è assistito a una crescita straordinaria a livello internazionale dell’offerta di energia da rinnovabili che, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità. In particolare l’energia da fonte solare ed eolica, è cresciuta rispettivamente, dal 1990 al 2007, a tassi medi annui del 9,8% e del 25%, di gran lunga superiori al tasso di crescita dell’offerta mondiale di energia primaria (1,9%).

 

Anche nell’Unione Europea il progresso delle rinnovabili si sta consolidando. Secondo Eurostat, la capacità installata per la produzione elettrica è salita del 54% dal 1997 al 2007 e l’elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale (EurObserv’ER 2010). È indicativo di questo successo il fatto che, tra il 2008 e il 2009, nella UE la nuova capacità installata in impianti alimentati a fonti rinnovabili abbia costituto il 61% del totale della nuova capacità istallata, contro una quota che nel 1995 era del 14%.

 

Nel nostro Paese, grazie anche all’elevata remunerazione del sistema incentivante, alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Nel settore fotovoltaico la nuova capacità installata nel solo 2009 (574 MWp) è stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 MWp), facendo superare la soglia di 1 GWp. Quanto all’eolico, l’Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW).

 

La corsa alle rinnovabili è cominciata anche per l’Italia, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Sussiste infatti ancora un notevole ritardo in altri settori delle rinnovabili, in particolare nei settori del solare termico e della biomassa, in cui il nostro Paese è ancora ben lontano dallo sfruttare il potenziale disponibile. Un caso eclatante è costituito dal solare termico, in cui l’Italia è posizionata al quattordicesimo posto tra i paesi UE, con una potenza installata di 23,4 kWth ogni 1.000 abitanti rispetto ai 362 kWth dell’Austria.

 

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