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MEDICINA/ Cancro al colon: saranno i batteri a prevederlo?

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Nella foto il batterio Escherichia coli  Nella foto il batterio Escherichia coli

La scoperta apre ora le porte a una possibile applicazione ai fini di diagnosi precoce. Essa rappresenta infatti uno dei punti fondamentali nella lotta ai tumori. La diagnosi precoce, efficace solo per alcuni tipi di tumori come questo, consiste nel cogliere la malattia nella fase iniziale del suo sviluppo in modo da intervenire con tempestività.

 

Non significa quindi non ammalarsi ma avere maggiori possibilità di cure e quindi di guarigione. I tumori individuati in fase precoce sono guaribili in altissima percentuale con cure poco invasive e salvaguardando la qualità di vita di chi ne è colpito.

 

«In questo momento stiamo espandendo l’analisi a 600 persone per migliorare i dati dello studio» spiega Keku. L’ultimo step prima che le nuove analisi possano diventare metodo di screening è verificare se le differenze nella composizione batterica siano riscontrabili anche nelle feci.

 

Se fosse realmente così, è possibile pensare uno screening di massa, poco invasivo rispetto alla colonscopia e in aggiunta all’analisi del sangue occulto nelle feci, che valuti la presenza di questi microrganismi in modo da diagnosticare l’eventuale tumore in maniera precoce. Ciò aumenterebbe la sopravvivenza a questo temibile nemico.

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