BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Scienze

ESCLUSIVA/ Creamer (NASA): "esploratori aperti all'infinito", così ho vissuto sei mesi sulla Stazione Spaziale

L'interno dell'IssL'interno dell'Iss

Mi lasci rispondere con un’altra domanda. Quando la pongo in pubblico, appare abbastanza chiaro cosa la gente pensa del futuro dei programmi spaziali. La domanda è: pensate che l’uomo rimarrà per sempre esclusivamente su questo pianeta? Ebbene, pensando alle possibili risposte a questa domanda, la logica quasi grida che continueremo ad esplorare. Una nave è sempre più sicura in un porto, ma non è stata costruita per restare lì. “Cosa c’è al di là dell’oceano?” disse una volta Colombo. E i coloni che arrivarono sulla Costa Orientale si chiesero: “cosa c’è sulla Costa Occidentale?” Siamo esploratori per natura. Sarebbe molto triste e limitativo rispondere alla mia domanda : “Sì, rimarremo sempre su questo pianeta.” E siccome è limitativo, non penso che alla fine questa sarà la nostra risposta.

 

Detto questo, dato che lo spazio è così vasto, così senza limiti, ci vorrà molto tempo. Dobbiamo perciò prepararci oggi per andare più lontano nei molti domani che seguiranno, e continuare a sviluppare tecnologie e capacità.

 

Possiamo fare moltissimo con la ricerca in robotica e c’è molto spazio per le esplorazioni senza partecipazione umana. In luoghi dove conduciamo ricognizioni di tipo generale, per esempio su Marte, possiamo utilizzare robot per aiutarci a individuare le aree di maggiore interesse e fornirci informazioni sui punti più adatti all’atterraggio. Ma un robot non può camminare sulla superficie e accorgersi che il suo ultimo passo è diverso dal precedente, che il suolo su cui cammina dà una sensazione diversa. La presenza umana è necessaria per reagire nel modo più efficace di fronte alla massa dei dati raccolti e per prendere decisioni alla luce di fatti imprevisti, decisioni per le quali è difficile programmare un robot.

 

(Mariangela C. Sullivan)  

© Riproduzione Riservata.