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RISONANZA MAGNETICA/ La sicurezza resta importante, ma non limitiamo le applicazioni

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Una sala per la risonanza magnetica (Foto Imagoeconomica)  Una sala per la risonanza magnetica (Foto Imagoeconomica)

Come evidenziato nel documento, i nuovi limiti di esposizione alle variazione temporali dei campi elettromagnetici indicati della Direttiva, peraltro apparentemente definiti senza l’ausilio di dati sperimentali consistenti, andrebbero applicati al range da 0 a 300 GHz. Tale range risulta estremamente conservativo, in quanto gli eventuali effetti nocivi ad esso correlati non sono ad oggi comprovati da nessuna conferma scientifica.

 

Come conseguenza, questa nuova Direttiva così come oggi definita, non consentirebbe l’esecuzione di molte nuove tecniche e sequenze in RM che sono sempre più utilizzate, alcune nel campo della Ricerca, ma molte altre anche di comune impiego in quelle applicazioni ove è richiesta la presenza dell’operatore in prossimità del paziente, come nel caso delle attività RM di tipo interventistico o nel corso di esami su pazienti non collaboranti o pediatrici.

 

In entrambi i casi si tratta di modalità di impiego della RM in forte ascesa e per le quali si stanno sviluppando sempre di più soluzioni che porteranno all’impiego di sale ibride o comunque a modalità di esecuzione dell’esame RM che prevedono la presenza dell’operatore in sala esame.

 

Tutto ciò nel perseguimento di soluzioni in grado di assicurare una più accurata diagnosi, anche a supporto dell’attività interventistica o terapeutica, consentendo da un lato una più elevata efficacia clinica e dall’altro evitando o almeno riducendo l’esposizione del paziente a dosi RX, causa l’impiego di altre modalità diagnostiche alternative alla RM.



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COMMENTI
05/07/2010 - RNM, radiazioni e sicurezza (Goggi Ezio)

L'articolo è un po' specialistico ma interessante. Sarebbe stato però opportuno indicare che l'autore è uno dei massimi dirigenti di un'azienda che produce le Risonanze Magnetiche; per cui il suo parere è comunque di parte. E' vero che i livelli indicati dagli enti regolatori e di sorveglianza sono spesso molto conservativi, ricordo però che non esiste solo il beneficio della persona malata ma anche la sicurezza di colui che opera per essa; sarebbe interessante capire su quali basi sono stati indicati quei limiti e da qui partire per una conseguente valutazione.

RISPOSTA:

Certamente. Di ogni autore e di ogni intervistato è pubblicato un breve curriculum, è sufficiente cliccare sul nome.