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RISONANZA MAGNETICA/ La sicurezza resta importante, ma non limitiamo le applicazioni

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Una sala per la risonanza magnetica (Foto Imagoeconomica)  Una sala per la risonanza magnetica (Foto Imagoeconomica)

La Risonanza Magnetica (RM) ha dimostrato nell’ultimo decennio tutte le sue potenzialità nel campo della diagnostica clinica e in quello della ricerca. La sua applicazione ha trovato sempre più ampi orizzonti d’applicazione e oggi rappresenta la metodica di indagine diagnostica più interessante sia per impieghi combinati con altre tecnologie (ad esempio la PET), sia per la possibilità di esplorare i risultati ottenibili con campi a più alta intensità come il 3 Tesla o addirittura il 7 Tesla.

 

Le principali aziende del settore stanno facendo sforzi enormi in questo senso e sono già tangibili i risultati scaturiti dall’impiego dalle più evolute tecnologie di risonanza magnetica in centri clinici e di ricerca in tutto il mondo. In questo scenario, gli organi competenti che vigilano sulla sicurezza riguardo all’impiego di tali tecnologie hanno come obiettivo primario la sicurezza dei pazienti e quella degli operatori; in tal senso il Comitato di coordinamento europeo dei produttori di apparecchiature elettromedicali (COCIR) fa riferimento a quanto espresso nel merito dalla Commissione Europea e dalla Alliance for MRI (MRI sta per MagneticResonanceImaging).

 

Nello specifico, a commento di quanto attualmente previsto dalla Direttiva 2004/40/CE, la CE ha adottato un apposito documento (Consultation of Social Partners), recepito a sua volta dalla Alliance. La Direttiva di cui sopra definisce i nuovi limiti di esposizione ai campi elettromagnetici per operatori, con entrata in vigore prevista per l’anno 2012. Dal documento “Consultation of Social Partners” risulta evidente come le indicazioni della Direttiva rappresentino un elemento di possibile limitazione all’utilizzo dei sistemi a Risonanza Magnetica, sia nell’uso clinico che in quello nel campo della ricerca.

 

La CE suggerisce pertanto una necessaria modifica a tale Direttiva, aggiungendo peraltro una proposta in senso migliorativo riguardo alla sicurezza degli operatori che lavorano negli ambienti di RM. Parallelamente alla revisione della Direttiva infatti, il documento si sofferma sulla necessità di un approccio più attento riguardo alle norme che regolamentano l’attività degli operatori, proprio a significare l’attenzione che gli stessi produttori di tecnologia di Risonanza Magnetica rivolgono agli aspetti di sicurezza per gli operatori .

 

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COMMENTI
05/07/2010 - RNM, radiazioni e sicurezza (Goggi Ezio)

L'articolo è un po' specialistico ma interessante. Sarebbe stato però opportuno indicare che l'autore è uno dei massimi dirigenti di un'azienda che produce le Risonanze Magnetiche; per cui il suo parere è comunque di parte. E' vero che i livelli indicati dagli enti regolatori e di sorveglianza sono spesso molto conservativi, ricordo però che non esiste solo il beneficio della persona malata ma anche la sicurezza di colui che opera per essa; sarebbe interessante capire su quali basi sono stati indicati quei limiti e da qui partire per una conseguente valutazione.

RISPOSTA:

Certamente. Di ogni autore e di ogni intervistato è pubblicato un breve curriculum, è sufficiente cliccare sul nome.