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SCOPERTA USA/ Una «bomba batteriologica» nel miscelatore della doccia che provoca epidemie di polmonite

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I CONSIGLI DEGLI ESPERTI – Fare a meno della doccia? Spesso non è necessario. Secondo gli esperti spesso bastano alcuni piccoli accorgimenti:

 

- pulire periodicamente la doccia e il «doccino» in tutte le sue parti

- i doccini in metallo sono più igienici di quelli in plastica

- prima di cominciare a lavarsi, lasciare scorrere l’acqua per alcuni minuti. Questo fa diminuire la quantità di batteri: escono con l’acqua che passa per prima dal miscelatore

- non dirigere il getto d’acqua sula testa quando si accende la doccia: è il momento di massima dispersione dei batteri

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/07/2010 - i germi della doccia (PAOLO ANDREOLI)

Gent. Vernizzi, sono un tecnico del campo e più precisamente sono stato per 5 anni direttore ricerca e sviluppo di un'azienda leader nella componentistica per idromassaggi e box doccia. Nei nostri studi, per quanto riguarda l'Europa, il problema di germi e batteri, tra i più pericolosi la legionella, non riguardava tanto i condotti e la rete idrica degli acquedotti, ma l'acqua stagnante nella parte terminale della doccia, cioè tutto ciò che stava oltre il "rubinetto", cioè deviatori, flessibile doccia, doccia, tubi di collegamento a spruzzini, ecc. I nostri acquedotti, con immissioni di sostanze disinfettanti, tipo cloro per intenderci sono sicuri. Meno sicuri risultano gli impianti domestici, come il box doccia o la vasca con idromassaggio. A tal proposito si era studiato, nel 2003 un sistema sia manuale, che automatico che permetteva di svuotare tutti i condotti ed i terminali dell'impianto doccia o vasca. Allora, introdotto nel mercato, venne respinto perchè parlare di germi e batteri era fare pubblicità negativa nel settore. Oggi finalmente c'è qualche ricercatore che ha sollevato il problema. Buoni i consigli dati nel suo articolo, ed a sostegno di una più tranquilla doccia, scrivo quetro commento per far sapere che esisitono supporti studiati per ovviare a questo possibile problema. Aggiungerei che una doccia di casa usata tutti i giorni non ha problemi del genere dato che si autopulisce quotidianamente. Grazie e cordiali saluti Paolo Andreoli

RISPOSTA:

Grazie a lei per l'interessante contributo. PV

 
08/07/2010 - L'Italia non è l'USA (David Redi)

Spero che l'intento dell'articolo sia semplicemente provocatorio e anche ipocondriaco. Vorrei precisare almeno due cose. 1. Gli acquedotti Italiani non sono gli acquedotti statunitensi, quindi i batteri contenuti nelle due rispettive condutture possono non essere gli stessi. Quindi prima di applicare qualsiasi misura preventiva (anche a livello individuale) occorrerebbero almeno delle prove. 2. I micobatteri non tubercolari sono patogeni per lo più opportunisti, che causano malattie in perone affette da AIDS, e molto più raramente in soggetti sani. Se è vero che M. avium può causare malattia nel sano per la vicinanza ad M. tubercolosis, così non lo è per M. gordonae la cui patogenicità è tutta da provare. Infine si parla di clorazione delle acque inefficace, nonostante sia stata effettuata solo sulla specie gordonae, ma non su quella avium, ha senso tutto ciò? O è solo un articolo per creare allarmismo e far visitare di più il sito? David

RISPOSTA:

1. Nell'articolo non si dice che gli acquedotti italiani sono come quelli statunitensi. Dove lo ha letto? 2. Precisare che il M. avium solitamente (ma non sempre) produce conseguenze solo su soggetti già malati è una semplice ripetizione di quanto già riportato esplicitamente nell'articolo. 3. L'articolo si limita a presentare, come uno specchio fedele, i risultati della ricerca dell'Università del Colorado. Non le piace l’immagine che se ne ricava? E’ come se i brutti dessero la colpa agli specchi perché non sono belli… 4. Dal momento però che è insoddisfatto dell’articolo, la risarciremo restituendole la somma che lei ci ha pagato per leggerlo. Soddisfatti o rimborsati…