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SPAZIO/ Il mistero della Nube di Oort e il “furto” di comete del Sole

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Alcune comete hanno una vita lunga, e orbitano per tempi lunghissimi intorno al Sole con periodi solitamente molto grandi (la Cometa di Halley passa intorno al Sole ogni 76 anni), altre sono meno “fortunate” e si schiantano contro alcuni dei pianeti, come avvenuto nel 1994, con lo schianto della Shoemaker-Levy su Giove.

 

Ora una nuova ipotesi formulata da astronomi del Southwest Research Institute (SwRI), in Colorado, della Queen’s University di Kingston, in Canada, dell’Observatoire de la Côte d'Azur, in Francia, permette di dare una spiegazione dell’origine della nube di Oort e delle orbite delle comete.

 

Simulazioni al computer mostrano infatti che il Sole potrebbe avere catturato piccoli corpi ghiacciati dalle loro stelle originarie quando ancora faceva parte di un ammasso di stelle neonate. La maggior parte delle più famose comete, incluse Halley, Hale-Bopp e la più recente McNaught, potrebbero essersi originate in orbite intorno ad altre stelle.

 

L’ipotesi di partenza, dunque, è che il Sole sia nato in una regione di spazio ad alta formazione stellare (un ammasso di stelle), dal quale si sia successivamente separato, “trascinando” con sé una miriade di detriti ghiacciati - la Nube di Oort, appunto - e “strappando” le sue comete da altre stelle che erano con lui in origine.

 

La Nube e l’insieme delle comete si sarebbero formati durante il periodo di formazione stellare: ciascuna stella aggregò un gran numero di piccoli oggetti ghiacciati in un disco da cui successivamente si formarono i pianeti. “La maggior parte delle orbite di queste comete - dice Martin Duncan, di Boulder - subì una perturbazione gravitazionale dovuta alla presenza di pianeti giganti in formazione, e molte di esse sono così diventate minuscoli membri del cluster.

 

L’ammasso di stelle andò incontro a una fine violenta, tuttavia, quando il gas fu soffiato via dalle stelle giovani a temperature più elevate. Questi nuovi modelli mostrano che successivamente il Sole catturò gravitazionalmente un’ampia nube di comete quando l’ammasso si disperse”.

 

“Il processo di cattura è sorprendentemente efficiente e porta all’eccitante possibilità che la nube contenga un potpourri di campioni di materiali provenienti da un gran numero di gemelli stellari del Sole”, ha sottolineato Duncan.

 

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