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SPAZIO/ Il mistero della Nube di Oort e il “furto” di comete del Sole

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L’evidenza sperimentale a supporto dello scenario descritto dagli autori dello studio, è proprio la Nube di Oort, che si estende verso le stelle più vicine, e che in questo scenario diventa la prova della validità dell’ipotesi, in quanto la sua stessa presenza viene prevista dal modello utilizzato.

“Se si assume che il disco protoplanetario del Sole osservabile può essere usato per stimare la popolazione indigena della nube di Oort, possiamo concludere che più del 90% delle comete della nube osservate ha una origine extrasolare”, ha concluso Levison, primo autore dell'articolo che descrive la scoperta su Science. “La formazione della nube di Oort è stato un mistero per oltre 60 anni e il nostro lavoro risolve probabilmente questo difficile problema”.



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