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SPAZIO/ Il mistero della Nube di Oort e il “furto” di comete del Sole

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Dopo millenni di studi e congetture, l’uomo è riuscito a descrivere in modo sufficientemente preciso e dettagliato lo spazio che lo circonda: il Sistema Solare. Al centro è il Sole, sfera di gas infuocato, circondato da una serie di pianeti e di altri oggetti celesti chiamati comete.

 

Fra i pianeti cosiddetti terrestri (piccoli e solidi) e quelli gioviani (giganti gassosi) si trova inoltre una zona in cui si addensa una miriade di “sassi” più o meno piccoli - dal sassolino all’asteroide di decine di chilometri di diametro - che vanno a costituire la Fascia di asteroidi.

 

Il Sistema Solare, così composto, si trova all’interno della colossale struttura galattica della Via Lattea, una galassia a spirale come altre decine di miliardi nell’universo.

 

Il Sole si posiziona nella Via Lattea nei pressi di una delle strutture spiraleggianti intorno al centro, il Braccio di Orione. A completare lo scenario, in una zona intermedia fra i confini del Sistema Solare e lo spazio galattico, c’è la Nube di Oort: un esteso addensamento di corpi ghiacciati più o meno grandi e di altri detriti che letteralmente “ospitano” il Sistema Solare, quasi quest’ultimo fosse un semino in una specie di “bambagia cosmica”.

 

La Nube di Oort - dal nome dell’astronomo olandese Jan Oort, morto nel 1992, che per primo ne ipotizzò l’esistenza - occupa una regione dello spazio che si estende dagli oggetti extra-Nettuniani, cioè Plutone e i “quasi-pianeti” come Sedna (il cosiddetto decimo pianeta), fino alla distanza di quasi un anno luce (circa 9.460 miliardi di chilometri: per fare un paragone, il Sistema Solare ha un diametro massimo di circa 12 miliardi di chilometri).

 

L’esistenza stessa della Nube è un mistero sul quale diversi scienziati hanno svolto ricerche e avanzato ipotesi per oltre 60 anni. Quello che da sempre è sembrato certo è che le comete, che hanno composizione differente sia dai pianeti terrestri che da quelli gioviani, essendo sostanzialmente dei grandi pezzi di ghiaccio, abbiano origine dalla parte più interna della Nube di Oort: il Sole attrae gravitazionalmente alcuni corpi dalla nube di Oort ed essi vanno a stabilizzarsi in orbite molto più allungate rispetto a quelle dei pianeti; nei pressi del Sole spunta la caratteristica “coda”, che altro non è che un effetto dovuto all’interazione fra le particelle emesse dal Sole - il cosiddetto Vento Solare - e la superficie della cometa.

 

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