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INCONTRI RAVVICINATI/ Barbieri (università di Padova): così domani daremo un volto all’asteroide Lutetia

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La sonda spaziale Rosetta  La sonda spaziale Rosetta
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Dopo il sorvolo di Steins, la sonda è ritornata verso la Terra per ricevere l’ultima spinta gravitazionale verso la cometa. Il sorvolo della Terra, perfetto, è avvenuto il 13 novembre 2009 e da allora Rosetta sta filando ad altissima velocità verso l’orbita di Giove, ove incontrerà la cometa. Dal novembre scorso quindi sappiamo che la navigazione della sonda sarà regolarissima e che in particolare Rosetta passera a circa 3.000 km di distanza dal grande asteroide Lutetia (100 km di diametro) domani. Il sorvolo durerà in effetti poche ore, data l’altissima velocità della sonda rispetto all’asteroide, circa 15 km/s (54.000 km/ora). La minima distanza sarà raggiunta verso le ore 18. In queste poche ore OSIRIS invierà a terra centinaia di immagini di Lutetia, attraverso vari filtri colorati per studiarne forma, rotazione, craterizzazione, mineralogia e così via: un insieme unico di informazioni scientifiche.

 

Che cosa si sa attualmente di Lutetia? E cosa vi aspettate dall’incontro?

 

Sappiamo quello che ci possono dire le osservazioni da Terra, cioè l’orbita, le dimensioni e la forma approssimative, più alcune caratteristiche mineralogiche della superficie. Lutetia non solo è molto più grande di Steins, ma è anche molto diversa come mineralogia e probabilmente come origine. Ci si aspetta che la superficie sia più primitiva di quella di Steins, e forse con diverse caratteristiche di crateri; ma è meglio non azzardare previsioni che tipicamente vengono smentite e aspettare l’evento. C’è un tipo di informazioni che né le immagini né gli spettri potranno darci, cioè la massa dell’asteroide. Per ottenere questo parametro, Rosetta porta a bordo un precisissimo trasmettitore a radiofrequenza, capace di misurare con grande precisione le accelerazioni gravitazionali che la massa dell’asteroide produrrà sulla sonda. E da qui, per le leggi fondamentali di Newton, sapremo la massa e infine anche la densità. Come si vede Rosetta è un insieme di strumenti complementari, la più completa missione mai lanciata nello spazio interplanetario.

 

Qual è il contributo italiano alla missione Rosetta?

 

Rosetta è missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e pertanto tutte le nazione europee hanno contribuito alla costruzione e operazione della strumentazione scientifica di bordo. Anche la NASA americana ha messo a bordo di Rosetta due potenti strumenti. Ma in questo quadro internazionale l’Italia gioca un ruolo di primissimo piano. Oltre al già ricordato dispositivo per immagini OSIRIS, l’Italia (con i fondi dell’Agenzia Spaziale Italiana ASI) ha fornito lo spettrografo infrarosso VIRTIS (INAF Roma), il misuratore di polveri GIADA (INAF Napoli) e vari dispostivi a bordo di Philae (Politecnico di Milano). Anche sul satellite vero e proprio c’è molta tecnologia italiana, costruita da varie primarie aziende come Thales Alenia a Torino e Roma e Selex Galileo a Firenze.

 

(a cura di Mario Gargantini)

 

PER GUARDARE IL VIDEO CON LA SIMULAZIONE DEL FLYBY DI LUTETIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



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