BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PROTAGONISTI/ Nicola Cabibbo: quell' "angolo" di Nobel che a Stoccolma non hanno voluto vedere

Pubblicazione:

Nicola Cabibbo (Foto: Imagoeconomica)  Nicola Cabibbo (Foto: Imagoeconomica)

 

È veramente singolare che nel 2008 Kobayashi e Maskawa siano stati insigniti del premio Nobel, mentre lo stesso premio non sia stato conferito a Cabibbo. Questo episodio, insieme ad altri avvenuti nell’ultimo decennio, fanno dubitare dell’adeguatezza dell’Accademia delle Scienze svedese, che decide dell’assegnazione dei premi Nobel, o per difetto di competenza o per pregiudizi ideologici.

 

Le attività scientifiche di Cabibbo sono state ovviamente molto più numerose di quelle summenzionate; esse riguardano essenzialmente lo sviluppo di varie teorie circa il comportamento dei componenti elementari della materia.

 

L’impegno di Cabibbo non è stato però solo accademico: dal 1985 al 1993 è stato presidente, come gia’ detto, dell'INFN, e dal 1993 al 1998 è stato presidente dell'ENEA. È stato socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei per la classe delle scienze fisiche ed era uno dei soli quattro scienziati italiani viventi a essere membro della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d'America. Come Presidente dell’INFN, Nicola Cabibbo ha mostrato capacità manageriali unite a una lungimiranza ed una accortezza di scelte che hanno fatto crescere in modo straordinario l’Istituto.

 

Dal 1986 è stato membro e dal 1993 presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. È molto interessante anche questa sua attività di studio e discussione dei rapporti fra scienza e fede. Si debbono sottolineare, a questo proposito, due aspetti. Il primo riguarda la necessità che nelle applicazioni della scienza e nei suoi sviluppi tecnici, ci si debbano porre dei problemi etici, come nel caso delle possibilità aperte dalla manipolazione genetica. Ma non solo: Cabibbo sottolineava il fatto che le ricadute dei progressi tecnologici portavano benefici economici molto ridotti ai paesi in via di sviluppo.

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >