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SPAZIO/ Sapevate che oltre che pallida, la Luna è anche asciutta?

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La Luna (Foto Ansa)  La Luna (Foto Ansa)

Il primo ipotizza che la collisione iniziale abbia omogeneizzato i materiali in un materiale dalla stessa composizione per la Terra e la Luna; il secondo che il vento solare, ricco di Idrogeno, abbia strappato via sostanzialmente uno degli isotopi del Cloro dalle rocce lunari; il terzo che i basalti lunari siano intrinsecamente asciutti.

 

Il primo scenario è stato rapidamente abbandonato, sulla base delle osservazioni dirette delle composizioni delle rocce lunari e terrestri. Il secondo ha necessitato esami in laboratorio bombardando sottili strati di Cloruro di Sodio (il sale da cucina) con un fascio di protoni (cioè nuclei di Idrogeno, come il vento solare).

 

Il Cloro 35, più leggero, dovrebbe essere strappato via più facilmente, originando HCl dall’interazione con i protoni: si dovrebbero perciò trovare maggiori concentrazioni di Cloro 37 nelle rocce superficiali. Ma un’esposizione pari a eoni (unità di tempo geologico) di bombardamento da vento solare ha mostrato che le rocce sono sostanzialmente indifferenti all’assalto dei protoni. Anzi, le rocce in superficie mostrano livelli infimi di Cloro 37 rispetto al Cloro 35, mentre quelle più in profondità mostrano livelli più alti di Cloro 37, perché schermate dalle rocce superficiali.

 

Anche il secondo scenario è stato perciò abbandonato. Il terzo scenario e stato scelto in virtù della composizione chimica dei campioni di roccia lunare, poiché gli isotopi di Cloro residui sembrano essere stati formati da composti metallici del Cloro, come Cloruro di Sodio, di Zinco e di Ferro, che sembrano aver rivestito superficialmente le rocce vulcaniche.

 

Ed ecco la chiusura del cerchio: sulla superficie terrestre le abbondanze isotopiche sono omogenee perché gli elementi interagiscono velocemente con l’Idrogeno contenuto nell’acqua. Ma sulla Luna la variabilità di queste abbondanze è enorme, “sconcertante” secondo Sharp, cosa che non potrebbe essere accaduta di fronte a grandi quantità di Idrogeno.

 

Ecco perché, conclude Sharp, “una variabilità così grande è potuta accadere solo ammettendo che il contenuto di Idrogeno della Luna sia stato da diecimila a centomila volta più basso che sulla Terra”.



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