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Scienze

MEETING/ Com'è possibile andare al cuore della ricerca scientifica?

MARIO GARGANTINI ci introduce agli eventi scientifici in programma questa settimana al Meeting di Rimini

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

L’impulso che muove il nostro cuore a desiderare grandi cose si manifesta in molte modalità: tra esse trovano posto anche la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Prima ancora di essere oggetto di analisi filosofica e sociologica, queste due attività - che sono sempre più fortemente interconnesse, benché distinte - sono espressioni di una tensione tutta umana a rapportarsi alla realtà cercando di comprendere il comportamento dei fenomeni naturali e di utilizzarne i processi e le risorse per rispondere ai bisogni dei singoli e della collettività.

 

Una tensione che porta gli scienziati a confrontarsi con domande sempre più impegnative e ad applicare la ragione nel modo migliore per tentare delle risposte, raggiungendo spesso grandi risultati. Ma è una tensione che deve anche fare i conti con i limiti, interni ed esterni: limiti del soggetto che conosce, la cui personalità, storia e aspirazioni hanno un ruolo determinante nell’impresa conoscitiva; e limiti dell’oggetto conosciuto o progettato, che non è adattabile facilmente ai modelli teorici pur rigorosi e che non si lascia manipolare senza fissare le condizioni.

Di questa dinamica, tra grandezza dei risultati ed evidenza della non autosufficienza, saranno testimoni i protagonisti degli eventi scientifici al Meeting. A cominciare da quelli proposti dalla associazione Euresis, che da anni collabora con la manifestazione riminese nella realizzazione di mostre scientifiche e nell’organizzazione di incontri. Come quello di martedì, nel quale che si confronteranno il matematico di Princeton Edward Nelson e il linguista Andrea Carlo Moro, coordinati dall’astrofisico Marco Bersanelli. Una terna ben configurata per affrontare il tema “Quale bene dalla scienza?”.

Abbiamo infatti una disciplina tutta speciale quale è la matematica, che è insieme speculazione astratta, strumento per altre scienze, linguaggio per parlare della realtà. Poi la linguistica, che applica il rigore dell’approccio scientifico a un’esperienza comune a tutti gli uomini quale è il linguaggio, per sconfinare nei territori della comunicazione, della psicologia e delle neuroscienze.

Infine l’astrofisica, dove i più arditi modelli teorici vengono testati da esperimenti complessi, nello spazio, sulla terra e sotto terra, per sviluppare i quali viene messo in campo un arsenale strumentale a un tempo esito e fonte di innovazioni tecnologiche. Sono tanti gli interrogativi che si annodano attorno a quel titolo: alcuni resi più drammatici dal contesto economico attuale che rischio di portare molti Paesi a valutare, e quindi a finanziare, la ricerca solo in base a criteri di immediata e miope utilità.

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