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MEETING/ Com'è possibile andare al cuore della ricerca scientifica?

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Questo livello del problema esalta ancor più l’interesse per la mostra, curata sempre da Euresis, “Da uno a infinito. Al cuore della matematica”, che verrà presentata martedì ancora da Nelson insieme a due dei principali curatori: Raffaella Manara e Marco Bramanti. A loro l’arduo compito di sfatare il pregiudizio che vede la matematica come estranea alla profondità del desiderio dell’uomo: mostrandone la capacità di esprimere armonia e bellezza; segnalando la stupefacente corrispondenza tra le strutture matematiche frutto del pensiero umano e la vastità dei fenomeni naturali che la matematica è in grado si spiegare; indicando quindi la matematica come paradigma della dinamica della conoscenza che consente all’io di dialogare col tu della realtà scoprendo continuamente tracce di verità.

 

La dialettica io-tu entra ai nostri giorni proprio nel vivo della scena scientifica attraverso le discipline di punta come le neuroscienze. I neuroscienziati, che indagano le interazioni tra mente e cervello alla ricerca dei meccanismi che consentono all’io di esprimersi e di manifestarsi, si trovano oggi davanti a tante incognite, ma anche a risultati inaspettati. Come quello scoperto negli anni Novanta da Giacomo Rizzolatti che sarà protagonista con Giancarlo Cesana dell’incontro di sabato mattina “Io e tu: un binomio inscindibile”. Rizzolatti è celebre per aver portato alla ribalta il fenomeno dei neuroni specchio, un sistema individuato dapprima nelle scimmie poi anche negli uomini (con importanti differenze): si tratta di neuroni che si attivano sia quando compiamo un’azione, sia quando osserviamo la stessa azione compiuta da un altro.

 

I neuroni specchio rivelano l’insopprimibile esigenza, incisa fin nel nostro substrato biologico, di essere sociali e cooperativi, e la possibilità di comprendere in presa diretta quello che fanno gli altri, di imitarli, di condividere emozioni. Senza peraltro spingerci verso più sofisticate forme di riduzionismo etico neuronale, come quello di chi pretende di aver scoperto una inesorabile determinazione biologica delle nostre facoltà etiche e morali.

 

Qui si vede come il percorso del Meeting attraverso le scienze parte e torna continuamente all’uomo. Rendendo acuto e decisivo l’interrogativo che fa da titolo al libro presentato lunedì sera da Mons. Luigi Negri e dall’on. Alfredo Mantovano “Quale scienza per quale uomo? La sfida della biopolitica”. E indicando nella passione per l’uomo la molla che sostiene l’azione di molti ricercatori, specie nelle scienze biomediche: come testimonieranno domani mattina Maria Teresa Landi, Senior Investigator al prestigioso National Cancer Institute dell’NIH a Bethesda (Maryland), parlando dei suoi studi epidemiologici sui tumori, e venerdì Mauro Ferrari, dell’Health Science Center di Houston (Texas), e Marco Pierotti, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano dei Tumori di Milano, che descriveranno le meraviglie delle nanotecnologie applicate ai trattamenti oncologici.



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