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AMBIENTE/ Non si capisce il creato senza l'opera dell'uomo

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Foto dal volume "Paesaggi d'Appennino" per concessione editrice Il Ponte Vecchio Cesena  Foto dal volume "Paesaggi d'Appennino" per concessione editrice Il Ponte Vecchio Cesena
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Per le fotografie “di oggi” abbiamo innanzitutto fatto riferimento agli archivi di chi “fa” L’Umana Dimora: alcuni di noi si occupano di questi temi, anche professionalmente, da molti anni; in ogni caso, la macchina fotografica viene ampiamente utilizzata nelle nostre uscite. Da parte di tanti c’è stata così la disponibilità, quasi l’orgoglio, di mettere a disposizione il proprio “patrimonio” di fotografie; devo poi ringraziare alcuni dirigenti o funzionari di Enti per un’analoga disponibilità riguardo ai propri personali archivi. Ma le foto più belle (a parere non solo mio) sono quelle di mio padre, che negli ultimi anni della sua vita poté dedicarsi alla sua passione: fotografare la sua “terra” di Romagna. A queste immagini abbiamo affiancato fotografie “di ieri”, cioè di un passato più o meno lontano, attinte da archivi di professionisti o di semplici appassionati; infine abbiamo utilizzato anche sfondi paesaggistici di quadri e riproduzioni di carte storiche.


In che senso la mostra ha contribuito e può contribuire alla maggiore conoscenza del territorio e alla tutela dell’ambiente?

 

La nostra prima preoccupazione nel realizzare la mostra, anche per il suo taglio volutamente didattico, è stata che i visitatori potessero vedere i paesaggi appenninici della Romagna, da cui il largo uso delle immagini. Un’immagine può far cogliere immediatamente cose non solo sconosciute, ma anche che si credeva di conoscere e che in quel modo non le si era mai viste. Ma soprattutto l’immagine è il principale veicolo per comunicare la bellezza di un paesaggio. Dietro (dentro) uno sguardo c’è una ragione: lo stupore per la bellezza di un luogo conduce così a coglierne gli aspetti sia naturalistici che storici e culturali. Non ci si può fermare solo agli aspetti visivi, emotivi: occorre accompagnarsi per entrare dentro ciò che si vede e questo conduce a stimare - di più: ad amare - ciò che si vede. In fondo è questo che ci ha spinto a fare mostra, libro, uscite e le altre nostre iniziative. Senza questo la tutela dell’ambiente si riduce a pure regole, per quanto necessarie.


Che rapporto avete sperimentato con le istituzioni deputate alla tutela e alla gestione dell’ambiente?

 

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