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AMBIENTE/ Non si capisce il creato senza l'opera dell'uomo

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Foto dal volume "Paesaggi d'Appennino" per concessione editrice Il Ponte Vecchio Cesena  Foto dal volume "Paesaggi d'Appennino" per concessione editrice Il Ponte Vecchio Cesena
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Direi fondamentalmente di leale collaborazione. La nostra proposta ha suscitato interesse e ha saputo farsi strada, a volte con fatica, al di là delle contrapposizioni, spesso stancamente ideologiche, tipiche del mondo della politica.


Come è stata utilizzata la mostra (scuole, comuni, centri culturali …)?
 

È stato un onore che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (tra i principali sponsor dell’iniziativa) abbia voluto, come prima uscita, inserire la nostra mostra all’interno del percorso “Le terre di Lega”, in occasione della grande mostra tenutasi a Forlì sull’opera del pittore romagnolo Silvestro Lega; la nostra mostra è stata così allestita in Palazzo Fantini a Tredozio (FC) e qui inaugurata il 17 Febbraio 2007 alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi. Successivamente è stata allestita nei Centri Visita del versante romagnolo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a Forlimpopoli in occasione dell’edizione 2007 delle Feste artusiane, nel salone del Palazzo Comunale di Forlì, in alcune Scuole elementari e medie e, da ultimo, nel maggio - giugno di quest’anno nei locali del Museo di Scienze Naturali di Cesena. La mostra, composta da trenta pannelli autoportanti (75x200), è sempre a disposizione di chi ne faccia richiesta.


Quali sono gli aspetti che più vi hanno colpito e che più colpiscono il pubblico quando la mostra viene presentata?

 

Primo: la sua interdisciplinarietà. La realtà è una e come tale va rappresentata. Per questo mostra e libro sono stati realizzati, lavorando letteralmente ad “otto mani” (caso credo più unico che raro), da un architetto, un naturalista, un dottore forestale ed un laureato in agraria esperto di enogastronomia, sempre con indicazioni, suggerimenti, stimoli da parte degli altri amici de L’Umana Dimora. Per questo nella mostra si affrontano insieme gli aspetti naturali e culturali dei paesaggi: anzi, continuamente è a tema proprio il rapporto uomo - contesto ambientale. Dietro la mostra e il libro c’è insomma un’amicizia più che la genialità di un singolo.


Secondo: i continui passaggi di scala tra le grandi vedute paesaggistiche e l’osservazione ravvicinata di particolari significativi, cioè tra “lontano” e “vicino”. L’ampio sguardo a perdita d’occhio su monti e valli non può far dimenticare il bel fiore che si ha accanto ai piedi o l’architrave decorato di una vicina casa rurale.
 



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