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SCOPERTE/ Energia solare dal Sahara all’Europa: la chiave è nei frattali

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Il nuovo microscopio è stato usato per vedere la mappa dell’ordinamento degli atomi di ossigeno mobili dentro il materiale. Abbiamo messo a punto nel nostro laboratorio, negli scantinati dell’università La Sapienza, le procedure termiche di trattamento del materiale ceramico per la manipolazione dell’ordine di questi ioni di ossigeno nel materiale ceramico; un metodo che ricorda quelli tradizionali dell’Italia rinascimentale nel trattamento delle ceramiche. Poi siamo andati all’ESRF per ottenere le immagini.


Che cosa avete scoperto?

 

Non ce lo aspettavamo… È stata una sorpresa. Osservando le immagine uscite dal microscopio, elaborando decine di migliaia di immagini di diffrazione ed esaminando la loro distribuzione abbiamo scoperto che la distribuzione di intensità era simile a quella dei terremoti e la distribuzione spaziale chiaramente simile a quelle strutture frattali che si vedono nei sistemi biologici. Ci siamo subito chiesti: è questa allora la struttura che favorisce la superconduttività ad alta temperatura? Abbiamo allora osservato che più il sistema era frattale più alta era la temperatura critica, cioè quella che porta al comportamento superconduttivo.


Questa scoperta potrà rendere più vicina la costruzione di superconduttori a temperatura ambiente?

 

Molti pensano di sì. I nostri dati sembrano mostrare che la struttura frattale favorisce la più alta temperatura critica.


Quali sono le applicazioni più interessanti prevedibili?

 

Pensiamo che ci siano molte applicazioni possibili. Si è aperta una nuova finestra sul mondo della materia complessa e sul controllo del mondo quantistico per lo sviluppo di nuovi materiali per nuove tecnologie. La scoperta di nuovi materiali ha cambiato il mondo degli umani come quando si è passati dall’età del bronzo a quella del ferro, e nel secolo passato dall’età delle valvole elettroniche all’età dei semiconduttori (ovvero della manipolazione del silicio). I superconduttori a temperatura ambiente favoriranno ricadute impensabili per la tecnologia del secondo millennio: computer quantistici e treni superveloci (come il progetto Maglev, da Tokyo a Osaka in 40 minuti), nuove reti di distribuzione elettrica senza perdita di energia (allo stadio di progetto in Cina) o centrali solari estese che dal deserto del Sahara porterebbero energia in Europa. Traguardi che forse raggiungeremo nei prossimi venti anni.

 


 



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