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SCIENZA ED ETICA/ I dieci esperimenti più sconvolgenti di tutti i tempi. Quando l’uomo diventa una cavia

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IL RAPPORTO TRA ETICA E SCIENZA - Mario Gargantini, membro del direttivo dell’associazione Euresis e direttore della rivista Emmeciquadro, ci ha detto il suo punto di vista come scienziato sul tema in questione: “La scienza in quanto tale è scoperta di come è fatta la natura” ha spiegato. “Scoprire come sia fatta la natura è un bene, una cosa positiva, è un modo di rispettare la realtà. Essendo la scienza una attività umana, come tutte le attività umane deve compiere delle azioni. Deve cioè fare esperimenti, test, indagini. E come tutte le altre attività umane, anche quella scientifica è sottoposta a giudizio etico".

"Non si può" continua Gargantini "attribuire una neutralità alla scienza solo perché la scienza è bene. Lo scienziato deve fare delle scelte, sempre: scegliere quali cavie usare, scegliere di usare uno strumento piuttosto che un altro, scegliere di fare questo o quell’esperimento. Per fare tutto ciò un giudizio etico è inevitabile.

Lo scienziato che non tiene conto del giudizio morale non è uno scienziato serio. Lo scienziato serio tiene conto di tutti i fattori legati alla sua attività. Lo scienziato che censura a priori aspetti ad esempio quello morale sulle azioni che deve compiere non è uno scienziato serio” .






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