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SCOPERTA/ Montagnier (Nobel): vi racconto come ho misurato le qualità dell’acqua

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L’acqua conserva le informazioni biologiche e, sotto opportune condizioni, può trasmetterle, con enormi implicazioni a livello diagnostico e forse terapeutico. È un tema difficile e delicato, che fa subito pensare alla tanto discussa “memoria dell’acqua”, diventata negli anni ‘80 uno scandalo scientifico e rimasta in seguito come un tabù impronunciabile. Ma se a sostenere la tesi è un premio Nobel del calibro di Luc Montagnier, merita almeno di essere accostato con attenzione.


Il biologo francese non sembra di quelli che sai lasciano andare a conclusioni avventate: «Mi interessa essere razionale - ci ha detto – e sono convinto che serva una base razionale alla medicina. La mia non è una presa di posizione a priori ma si basa su dati e riscontri sperimentali. Pensi che nel nostro laboratorio, pur essendo un piccolo gruppo, abbiamo nuovi risultati quasi ogni settimana».


Un assaggio di questi dati l’ha fornito nei giorni scorsi durante la Conferenza Regionale su Ricerca e Innovazione a Cagliari. Lì l’abbiamo incontrato e abbiamo raccolto il suo appello per una nuova medicina, che punti sulla ricerca di base, che sappia unire le competenze di biologia e di fisica e che sia orientata decisamente alla prevenzione.


Quello della collaborazione tra biologi e fisici è un suo cavallo di battaglia ed è la via che sta percorrendo da almeno cinque anni (non aveva ancora vinto il Nobel, conquistato nel 2008 per l’individuazione del virus dell’HIV), quando ha iniziato le ricerche sulle proprietà fisiche del DNA. «Mi sono trovato a interessarmi, per ragioni diverse, agli stessi argomenti di Jacques Benveniste, che avevo conosciuto quando aveva proposto la tesi della memoria dell’acqua. Lui era un immunologo io un virologo ma i nostri studi hanno un punto di convergenza proprio nel comportamento singolare dell’acqua».


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COMMENTI
17/11/2010 - pillole di antinegazionismo (Antonio Servadio)

“Ciò che è ignorato non può essere compreso" (Anonimo) "We should not go for complete skepticism, but for degrees of probability" (Bertrand Russell) “A new idea is first condemned as ridiculous and then dismissed as trivial, until finally, it becomes what everybody knows” (William James) “La teoria non impedisce ai fatti di verificarsi" (Sigmund Freud) “I shall not commit the fashionable stupidity of regarding everything I cannot explain as a fraud” (Carl G. Jung) “I didn't say that it was possible, I just said that it happened!” (Sir William Crookes) “I am attacked by two very opposite sects — the scientists and the know- nothings. Both laugh at me, calling me 'the frogs dancing master'. Yet I know I have discovered one of the greatest forces in nature” (Luigi Galvani) “Read not to contradict and confute, nor to believe and take for granted, but to weigh and consider". ( … ) “Facts often appear incredible only because we are ill informed and cease to appear marvelous when our knowledge is extended” (Sir Francis Bacon) "The greater the ignorance, the greater the dogmatism" (Sir William Osler) “Great spirits have always encountered violent opposition from mediocre minds” (Albert Einstein)

 
28/09/2010 - Le fregnacce son sempre fregnacce (domenico salerno)

Facendo il ricercatore universitario mi sono preso la briga di andare a vedere l'articolo originale e merita almeno un paio di notazioni. Primo la rivista su cui è pubblicato non c'entra nulla con la blasonata Science, è una rivista che non si trova neanche indicizzata su pubmed (il più noto motore di ricerca di articoli in ambito medico biologico), ammetterete che per l'importanza della scoperta e il nome di chi l'ha fatta è abbastanza strano. Secondo la qualità dell'articolo non supererebbe la revisione di un professore delle medie (senza offendere le medie) figure (per lo più schermate del computer) illeggibili nessun analisi statistica dei risultati, nessuna misura di controllo, insomma nulla che sembri ricordare il metodo scientifico. Mi dispiace ma anche se a dirle è un premio nobel le fregnacce restano tali. P.S tra l'altro è in buona compagnia Watson (nobel per la soperta della struttura del DNA) ha più volte affermato la superiorità della razza bianca. Kary Mulis afferma che l'AIDS non c'entra con L'HIV Saluti Domenico Salerno

RISPOSTA:

Bisogna considerare che si tratta solo di un’intervista, che si limita a riferire gli inizi di una ricerca sottolineando che “c’è ancora molto da studiare” e indicando chiaramente che siamo su un terreno controverso. Non c’è nessuna intenzione di paragonare la rivista in questione a Science e il titolo dell’articolo è riportato per esteso proprio per favorire il controllo diretto, come ha fatto il lettore. Peraltro il paragone con le battute di Watson e Mullis è improprio: quelle sono proprio solo basse battute, questa è una ricerca, criticabile, incompleta, discutibile ma da valutare prima di rigettarla. (Mario Gargantini)