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SCOPERTA/ Montagnier (Nobel): vi racconto come ho misurato le qualità dell’acqua

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Montagnier è convinto di aver aperto una strada interessante e si sta impegnando per «convincere i colleghi». Anche perché le potenzialità sono notevoli: «Potremmo scoprire il ruolo ancor più fondamentale dell’acqua nei viventi. Ci potrebbero essere nell’acqua i segnali di agenti patogeni, questo non solo per patologie infettive ma anche per altre dove non si conosce agente: pensi ad esempio alla sclerosi multipla. E naturalmente alla cura dell’AIDS».

 

 

Ma sono soprattutto le potenziali applicazioni diagnostiche che attirano gli sforzi del premio Nobel. Che nota una certa chiusura di molta medicina attuale nei confronti delle tecniche di prevenzione, ad esempio nel caso delle malattie neurodegenerative e nel problema dell’invecchiamento in genere. La possibilità di individuare in anticipo, tramite opportuni test clinici, la presenza di certi agenti patogeni diventa in molti casi una grande opportunità.

 

Montagnier è consapevole di aver imboccato una strada difficile: «sono argomenti che eccitano gli animi e hanno implicazioni spesso indesiderate»; ma è anche abituato alle controversie. La più accesa è stata quella combattuta con Robert Gallo per la priorità della scoperta del virus dell’HIV, scoppiata nel 1984 e riattizzata due anni fa quando al francese è stato conferito il Nobel e all’americano no.


Ma ormai anche questa vicenda sembra superata e in questi giorni molti giornali hanno riportato le immagini della cordiale stretta di mano tra i due scienziati a Venezia durante il convegno della Fondazione Veronesi. Anche a Cagliari Montagnier ha terminato la sua conferenza mostrando una foto che lo ritrae insieme all’antico rivale.


(a cura di Mario Gargantini)



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COMMENTI
17/11/2010 - pillole di antinegazionismo (Antonio Servadio)

“Ciò che è ignorato non può essere compreso" (Anonimo) "We should not go for complete skepticism, but for degrees of probability" (Bertrand Russell) “A new idea is first condemned as ridiculous and then dismissed as trivial, until finally, it becomes what everybody knows” (William James) “La teoria non impedisce ai fatti di verificarsi" (Sigmund Freud) “I shall not commit the fashionable stupidity of regarding everything I cannot explain as a fraud” (Carl G. Jung) “I didn't say that it was possible, I just said that it happened!” (Sir William Crookes) “I am attacked by two very opposite sects — the scientists and the know- nothings. Both laugh at me, calling me 'the frogs dancing master'. Yet I know I have discovered one of the greatest forces in nature” (Luigi Galvani) “Read not to contradict and confute, nor to believe and take for granted, but to weigh and consider". ( … ) “Facts often appear incredible only because we are ill informed and cease to appear marvelous when our knowledge is extended” (Sir Francis Bacon) "The greater the ignorance, the greater the dogmatism" (Sir William Osler) “Great spirits have always encountered violent opposition from mediocre minds” (Albert Einstein)

 
28/09/2010 - Le fregnacce son sempre fregnacce (domenico salerno)

Facendo il ricercatore universitario mi sono preso la briga di andare a vedere l'articolo originale e merita almeno un paio di notazioni. Primo la rivista su cui è pubblicato non c'entra nulla con la blasonata Science, è una rivista che non si trova neanche indicizzata su pubmed (il più noto motore di ricerca di articoli in ambito medico biologico), ammetterete che per l'importanza della scoperta e il nome di chi l'ha fatta è abbastanza strano. Secondo la qualità dell'articolo non supererebbe la revisione di un professore delle medie (senza offendere le medie) figure (per lo più schermate del computer) illeggibili nessun analisi statistica dei risultati, nessuna misura di controllo, insomma nulla che sembri ricordare il metodo scientifico. Mi dispiace ma anche se a dirle è un premio nobel le fregnacce restano tali. P.S tra l'altro è in buona compagnia Watson (nobel per la soperta della struttura del DNA) ha più volte affermato la superiorità della razza bianca. Kary Mulis afferma che l'AIDS non c'entra con L'HIV Saluti Domenico Salerno

RISPOSTA:

Bisogna considerare che si tratta solo di un’intervista, che si limita a riferire gli inizi di una ricerca sottolineando che “c’è ancora molto da studiare” e indicando chiaramente che siamo su un terreno controverso. Non c’è nessuna intenzione di paragonare la rivista in questione a Science e il titolo dell’articolo è riportato per esteso proprio per favorire il controllo diretto, come ha fatto il lettore. Peraltro il paragone con le battute di Watson e Mullis è improprio: quelle sono proprio solo basse battute, questa è una ricerca, criticabile, incompleta, discutibile ma da valutare prima di rigettarla. (Mario Gargantini)