BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LASER/ Lo slalom degli elettroni nel supermicroscopio a raggi X

Pubblicazione:

microscopioR400.jpg

A ogni interazione successiva la radiazione accumulata in cavità viene “rinforzata” dal processo di emissione stimolato e successivamente estratta, con meccanismi analoghi a quelli dei laser convenzionali. «L’Italia ha una lunga tradizione di ricerca nell’ambito dei FEL. Tale interesse fu inizialmente sviluppato all’ENEA (allora CNEN) nella seconda metà degli anni 70 del secolo scorso. Successivamente, presso i laboratori dell’ENEA di Frascati sono stati realizzate vari tipi di FEL».

 

Dattoli si riferisce in particolare allo SPARC, progetto del quale è stato uno dei principali realizzatori. «La radiazione può essere confinata in una cavità ottica se esistono specchi che non assorbano la radiazione e non vengano danneggiati da questa. Ora, sebbene in tale campo si registrano continue evoluzioni, è difficile trovare specchi o ottiche efficienti nelle regioni dei raggi X. Per tale motivo sono stati proposti amplificatori, anche detti sorgenti di luce di quarta generazione, in cui il fascio di elettroni viene fatto passare in magneti ondulatori molto lunghi e qui la radiazione emessa viene “auto-amplificata”.

  

È il processo comunemente detto SASE (Self Amplified Sponatneous Emission). SPARC è un FEL di questo tipo, che ha dimostrato di operare con un fascio di elettroni con pacchetti di durata estremamente corta e con caratteristiche, quali dispersione angolare e di energia, estremamente contenute». Il ricercatore dell’Enea sottolinea però che il laser SPARC è una “test facility” ovvero un impianto dedicato a verificare alcune ipotesi di funzionamento ma non è un impianto dedicato alla ricerca.

 

«SPARC ha fornito informazioni preziose per il progetto di SPARX, un’estensione di SPARC: quest’ultimo però è operante nel visibile, SPARX invece funzionerà con i raggi X. Sarà realizzato da una collaborazione che vede l’impegno di ENEA, INFN, CNR e Università di Roma Tor Vergata. Il progetto usufruirà di un finanziamento iniziale pari a 25 milioni di Euro, erogato in parte dal MIUR e in parte dalle regione Lazio». SPARX sarà quindi il supermicroscopio del futuro e darà un forte impulso alla ricerca scientifica, in particolare alle nanotecnologie e alle scienze biomediche. «Le applicazioni riguardano vari campi. Importante si preannuncia il suo utilizzo per analisi genomica e in particolare per lo studio della dinamica di trasformazioni biochimiche nel DNA».

 

 

(clicca qui per ingrandire l'immagine)

 

 

CLICCA IL PULSANTE>>QUI SOTTO PER GUARDARE GLI ALTRI GRAFICI



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >