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CHIMICA/ Ecco i MOF: accumulano idrogeno e profumano di Nobel

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Attualmente la ricerca per lo stoccaggio di idrogeno a temperatura ambiente e pressione ragionevole vede una competizione tra la massimizzazione della capacità e il mantenimento di una velocità ragionevole di scarico, sempre conservando l’integrità della struttura adsorbente per un numero sempre più alto di cicli di carico-scarico. Inoltre spesso i MOF sono sensibili all’aria e quindi possono richiedere contenitori speciali, che possono far crescere i costi di una eventuale applicazione.


La densità di accumulo dei gas nei MOF dipende dalle dimensioni dei pori e calcoli riferiti a materiali idealmente omogenei hanno mostrato che la massima capacità a temperatura ambiente si ha per i materiali con pori di 0,7 nanometri, per i quali due strati di idrogeno si adsorbono sulle superfici affacciate del poro, senza che rimanga alcuno spazio tra di essi. Anche la presenza di difetti strutturali può influire negativamente sul comportamento dei MOF come adsorbenti, poiché i pori parzialmente collassati possono bloccare l’accesso del gas e i difetti nel reticolo cristallino possono creare la formazione di gruppi più intricati di nuovi pori.


Infine i MOF presentano numerose altre possibili applicazioni, diverse dallo stoccaggio di gas, come la purificazione di gas, la separazione di miscele di gas nei loro componenti e l’uso come catalizzatori per alcune reazioni chimiche.



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