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VIRUS HIV/ Siringhe infette e città sovraffollate, le nuove teorie scientifiche sull’origine dell’Aids

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65% DEI CASI DA SIRINGHE - I contagi si verificano ad esempio attraverso la condivisione di siringhe. Dei circa 16 milioni di tossicodipendenti da sostanze da iniezione nel mondo, circa 3 milioni avrebbero contratto l’Aids. La popolazione tossicodipendente costituirebbe, secondo le stime dei ricercatori, il 10% dei malati di Aids nel mondo. E in alcuni Paesi le percentuali sono ancora più elevate, come in Russia, dove c'è un milione di tossicodipendenti sieropositivi, e circa il 65% delle nuovi contagi di Hiv è provocato dall'utilizzo di siringhe infettate. «Anche se il numero di Paesi con un buon livello di servizi di prevenzione Hiv sta crescendo, il livello di copertura per la popolazione tossicodipendente è basso in numerosi Paesi», rivela Bradley Mathers dell'Università del New South Wales in Australia, direttore della ricerca in questione.

 

LE MISURE DI PREVENZIONE - Misure di prevenzione come la distribuzione di siringhe pulite e sostanze sostitutive come il metadone, sono considerate dagli esperti come essenziali per arginare la pandemia. Ma alcuni governi, accusano i ricercatori, non forniscono questi servizi per il timore di essere considerati troppo teneri con la droga. Gerry Stimson, direttore della International Harm Reduction Association, polemizza con le nazioni che fanno «politica sulla vita delle persone», rilevando che sono milioni i tossicodipendenti che rischiano la vita a causa di queste politiche. Come sottolinea il sito dell’Aduc, secondo l’agenzia UNAIDS delle Nazioni Unite il 30% dei casi di trasmissione di Hiv al di fuori dell'Africa subsahariana è causato dall'uso di siringhe infette.

 

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