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VIRUS HIV/ Siringhe infette e città sovraffollate, le nuove teorie scientifiche sull’origine dell’Aids

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IL «PROGENITORE» DEL VIRUS - Analizzando le differenze genetiche tra i due virus e calcolando quando impiegano a evolversi, gli studiosi sostengono ora che i due sottotipi di Hiv hanno probabilmente un progenitore comune che risale come minimo a 50 anni prima. Il dottor Michael Worobey, che ha coordinato la ricerca, ha dichiarato alla Bbc: «Ora per la prima volta siamo stati in grado di confrontare due ceppi dell’Hiv relativamente antichi. Questo ci ha aiutato a stabilire con esattezza quanto rapidamente si è evoluto il virus e a formulare alcune conclusioni davvero solide sul momento in cui l’Aids è stata trasmessa agli esseri umani, come l’epidemia sia cresciuta da quel momento e quali fattori abbiamo permesso al virus di diventare un fattore patogeno per gli esseri umani».

 

L’Hiv era e rimane un virus «trasmesso in modo relativamente scarso». E quindi la chiave del successo del virus è stato probabilmente la crescita di città come Leopoldville agli inizi del ‘900. Il largo numero di persone che vivevano strettamente a contatto le une con le altre avrebbe fornito maggiori opportunità allo svilupparsi di nuove infezioni. «Credo che il quadro che è emerso qui sia che i cambiamenti della società possono avere aperto la porta al diffondersi dell’Hiv», ha aggiunto Worobey. Il professor Paul Sharp, un esperto dell’origine e dell’evoluzione dell’Hiv all’Università di Edimburgo, ha dichiarato che anche se la scoperta era principalmente di «interesse storico», potrebbe fornire maggiori indizi su come il virus sia cambiato nel tempo.