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VIRUS HIV/ Siringhe infette e città sovraffollate, le nuove teorie scientifiche sull’origine dell’Aids

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UN QUADRO DETTAGLIATO - Sharp ha suggerito che è probabile che tutti i primi casi dell’Hiv 1 di «gruppo M» - il ceppo che causa 19 moderne infezioni su 20 – si sia verificato nell’area di Leopoldville. Sharp ha dichiarato: «Ora abbiamo un quadro dettagliato su dove e quando abbia avuto origine il virus Hiv-1 del gruppo M, e quindi sulla preistoria della pandemia di Aids».

 

TEORIA DOMINANTE E COMPLOTTISTI - Diverse le altre ipotesi scientifiche sull’origine dell’Aids, anche se tutte si ispirano alla teoria dominante (o «del cacciatore») secondo cui il passaggio del virus sarebbe avvenuto involontariamente durante la macellazione delle carni di scimmia, consumate come alimento in molte regioni dell'Africa.

 

ESPERIMENTI SU CAVIE UMANE - Altre teorie però ritengono che la teoria del cacciatore non sia sufficiente a spiegare l'insorgenza dell’Hiv solo nel XX secolo, visto che le scimmie fanno parte della dieta africana da centinaia, se non migliaia di anni. Un'altra teoria riapre il capitolo delle sperimentazioni con sangue e tessuto di scimmie effettuate nel XX secolo. Nella letteratura medica si incontravano fra il 1922 e il 1955 «diversi casi in cui a umani era stato iniettato sangue di scimmia contenente parassiti della malaria» per scopi terapeutici. Una variante di quest'ultima pone l'attenzione, invece, sugli «innesti testicolari» effettuati a centinaia di persone soprattutto nella prima metà del secolo, in cui tessuti di scimpanzé venivano iniettati nell’uomo.

 

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