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HAWKING/ Quei "buchi neri" della logica che escludono Dio dalla creazione

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La nuova esternazione di Stephen Hawking, “Non è necessario invocare l’intervento di Dio per accendere l’interruttore e far partire l’Universo”, cui è stata data grande rilevanza dalla stampa inglese ed è poi rimbalzata su quasi tutti i quotidiani nazionali, non desta in realtà molta meraviglia. Era già implicita nel suo libro precedente “Una breve storia del tempo” quando scriveva: “Se riuscissimo a scoprire una teoria completa sarebbe il massimo trionfo della ragione umana, perché riusciremmo a capire la mente di Dio”.

Evidentemente nel suo nuovo libro “The Grand Design” Hawking ci esporrà la sua Teoria del Tutto che elimina, a suo parere, ogni necessità di un “dio”: nulla di nuovo quindi nel pensiero del fisico inglese. Meraviglia piuttosto come pochissimi abbiano riconosciuto la sua uscita per quello che realmente è, ovvero una astuta, sulfurea e grandiosa azione di marketing, che sicuramente posizionerà il suo libro tra i best seller del momento.

Tra pochi giorni Papa Benedetto XVI sarà in visita in Inghilterra: quale occasione migliore per far affermare al più famoso cosmologo nazionale (tra l’altro, membro dell’Accademia Pontificia) il trionfo della pura ragione che spazza via definitivamente la necessità di pensare a un Creatore?




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COMMENTI
04/09/2010 - I buchi neri della conoscenza (Antonio Gravano)

In realtà, Hawking non afferma che un Dio "creatore" non esista, ma afferma che l' universo non ha bisogno di un Dio creatore per spiegarne l' esistenza o la formazione, perché bastano le leggi della fisica a spiegarne e legittimarne l' esistenza. D' altra parte, è la stessa Chiesa a sostenere che si crede per fede e non per conoscenza. Perché l' esistenza di Dio (se esiste) è un mistero inattingibile alla mente umana. La scienza presenta ipotesi e teorie, non certezze.

 
04/09/2010 - Rispettiamolo comunque. (Giuseppe Crippa)

Stephen Hawking è un grande scienziato, persona provatissima dalla sua malattia ed anche, molto probabilmente, ostaggio di un entourage interessato a lucrare il più possibile sui suoi libri. Per questo provo comunque per lui grande rispetto. Consiglio vivamente anche la lettura su Tracce.it (http://www.tracce.it/default.asp?id=376&id_n=17383) dell’intervista a Massimo Robberto, astrofisico dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, che spiega molto bene come l’opinione di Hawking resti semplicemente un’opinione e non il risultato di una nuova teoria scientifica come certa stampa, per interesse o ingenuamente, sembra far credere.

 
04/09/2010 - il solito ateo (Andrea Cirone)

Il solito ateo che non ha capito niente di Dio, che non riesce a fare un atto di umiltà di fronte al Mistero, che sfrutta ciò per pubblicare libri per la sola logica del denaro. Ma io mi chiedo come si può sfruttare tutto questo solo per contrapporsi alla visita del Papa!