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HAWKING/ Quei "buchi neri" della logica che escludono Dio dalla creazione

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Gongoleranno i media anglosassoni, di questi tempi particolarmente virulenti contro il Papa, gongolerà l’Inghilterra tradizionalmente antipapista e gongoleranno gli autori e l’editore che si sono così assicurati, a poco prezzo, un enorme successo economico. In realtà l’affermazione di Hawking contiene due salti logici che si possono comprendere solo immaginando la sua mente acuta temporaneamente offuscata dal miraggio del guadagno.

Il primo salto logico, incomprensibile in un cosmologo moderno, è quello di credere nell’esistenza di una teoria scientifica del Tutto, cioè di una teoria astratta che spieghi ogni dettaglio fenomenologico dell’Universo e della sua evoluzione. Abbiamo appreso, appena una decina d’anni fa, che le maggiori componenti dell’Universo, la materia oscura e l’energia oscura, il 95% di tutto ciò che esiste, ci erano fino ad allora sconosciute e conseguentemente abbiamo dovuto modificare drasticamente il modello teorico dell’evoluzione del Cosmo.

Chi ci può assicurare che nuovi telescopi ed esperimenti futuri, per esempio le osservazioni del Telescopio Planck lanciato in orbita l’anno scoro, non ci rivelino altre componenti o dettagli importanti dell’evoluzione finora ignoti? Come ha ben messo in evidenza Karl Popper, la fisica teorica è intrinsecamente passibile di essere “falsificata” ed è proprio attraverso successive crisi o falsificazioni che la conoscenza teorica può avanzare.



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COMMENTI
04/09/2010 - I buchi neri della conoscenza (Antonio Gravano)

In realtà, Hawking non afferma che un Dio "creatore" non esista, ma afferma che l' universo non ha bisogno di un Dio creatore per spiegarne l' esistenza o la formazione, perché bastano le leggi della fisica a spiegarne e legittimarne l' esistenza. D' altra parte, è la stessa Chiesa a sostenere che si crede per fede e non per conoscenza. Perché l' esistenza di Dio (se esiste) è un mistero inattingibile alla mente umana. La scienza presenta ipotesi e teorie, non certezze.

 
04/09/2010 - Rispettiamolo comunque. (Giuseppe Crippa)

Stephen Hawking è un grande scienziato, persona provatissima dalla sua malattia ed anche, molto probabilmente, ostaggio di un entourage interessato a lucrare il più possibile sui suoi libri. Per questo provo comunque per lui grande rispetto. Consiglio vivamente anche la lettura su Tracce.it (http://www.tracce.it/default.asp?id=376&id_n=17383) dell’intervista a Massimo Robberto, astrofisico dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, che spiega molto bene come l’opinione di Hawking resti semplicemente un’opinione e non il risultato di una nuova teoria scientifica come certa stampa, per interesse o ingenuamente, sembra far credere.

 
04/09/2010 - il solito ateo (Andrea Cirone)

Il solito ateo che non ha capito niente di Dio, che non riesce a fare un atto di umiltà di fronte al Mistero, che sfrutta ciò per pubblicare libri per la sola logica del denaro. Ma io mi chiedo come si può sfruttare tutto questo solo per contrapporsi alla visita del Papa!