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BIOSCIENZE/ Convergenza: sarà davvero la terza rivoluzione? Al MIT ci credono

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Il premio Nobel Phillip Sharp  Il premio Nobel Phillip Sharp

Un nuovo modello per la ricerca scientifica noto come "convergenza" apre la prospettiva di progressi rivoluzionari nel campo della biomedicina e in altre aree della scienza, secondo un Libro Bianco pubblicato in questi giorni da dodici ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e presentato durante un forum ospitato dalla American Association for the Advancement of Science (AAAS).

Lo studio sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero capitalizzare il trend di convergenza - che comporta la fusione di fisica, ingegneria e scienze della vita - per promuovere l'innovazione necessaria a soddisfare la crescente domanda di assistenza sanitaria a prezzi accessibili. «La convergenza è un ampio ripensamento del modo in cui tutta la ricerca scientifica può essere condotta così da far fruttare una vasta gamma di basi di conoscenza, dalla microbiologia all’informatica, alla progettazione di ingegneria», ha detto al forum della AAAS il premio Nobel Phillip Sharp, uno degli autori del rapporto.

«Essa implica la collaborazione tra gruppi di ricerca ma, più profondamente, l'integrazione di approcci disciplinari che sono stati originariamente visti come separati. Questa fusione di tecnologie, processi e dispositivi in un quadro unitario può aprire nuovi percorsi e opportunità per il progresso scientifico e tecnologico». Sharp e gli altri autori del libro bianco affermano che la convergenza offre il potenziale per una "terza rivoluzione" nel campo della biomedicina, che potrà essere profonda come le due precedenti rivoluzioni nelle scienze della vita: le scoperte che hanno accompagnato lo sviluppo della biologia molecolare e cellulare, e il sequenziamento del genoma umano, che ha permesso di identificare le basi genetiche di molte malattie.


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