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SPAZIO/ Planck alza il sipario sul secondo atto del dramma cosmico

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Foto Ansa  Foto Ansa

Oppure la cosiddetta “emissione anomala a microonde”, un bagliore diffuso, associato a regioni dense e polverose della Via Lattea (Figura 2). Grazie ai dati di Planck i meccanismi di questa emissione sembrano essere finalmente chiari: a generare l’emissione anomala sono le collisioni di grani di polvere in rapidissima rotazione su se stessi, fino a decine di miliardi di volte al secondo, con atomi o pacchetti di luce ultravioletta.

 

Questi e altri importanti risultati, come lo studio delle anisotropie del fondo cosmico nell’infrarosso per comprendere i processi di formazione delle prime galassie e i cosiddetti Cold Cores, agglomerati freddi di materia nelle nubi molecolari legati ai processi di formazione delle stelle, sono stati pubblicati in un set di 25 articoli scientifici sottomessi alla rivista Astronomy&Astrophyics e già disponibili come pre-print a questo link.

 

Ma la strada da percorrere è ancora lunga: l’obiettivo principale della missione - l’analisi del fondo cosmico - è ancora all’orizzonte. Un altro anno di operazioni e un ulteriore anno di analisi dati saranno necessari per arrivare al rilascio finale dei dati, previsto per il gennaio 2013. Solo allora, infatti, potremo ammirare la più bella foto mai scattata all’universo bambino.

 

 

Fig. 2 - Immagine relativa alla nube molecolare di Perseo: l’emissione anomala, dovuta a microscopici grani di polvere in rapidissima rotazione su se stessi, è evidenziata in rosso.

Crediti: http://cosmo.fisica.unimi.it/primi-risultati-crediti/



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