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DIBATTITI/ Fisica quantistica e libertà: quale contrasto?

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I tratti fondamentali della nuova teoria, tra cui la necessità di introdurre delle entità esterne allo spaziotempo, sono ben visibili nel seguente esperimento: un fascio di luce, proveniente da una sorgente (denotata con S in figura), viene diviso da uno specchio semitrasparente (BS1) in due fasci (T ed R) che percorrono due diverse distanze; i due fasci, a loro volta, vengono  fatti incidere su un secondo specchio semitrasparente (BS2), dal quale emergono, per sovrapposizione, altri due fasci che vengono rivelati da due detector (vedi figura).





In questo interferometro, per basse intensità del fascio, solo uno dei due detector per volta rivela presenza di energia, o più brevemente “clicca”, come se la luce fosse fatta da particelle. Non solo. “La fisica quantistica è in grado di predire quante volte clicca ciascun detector se si esegue l’esperimento per un tempo molto lungo, ma non può mai dire quale dei due detector sarà il prossimo a cliccare: gli ultimi progressi della teoria quantistica, come il before-before experiment, noto anche come Suarez-Scarani experiment, stabiliscono che non sia possibile trovare una spiegazione causale per l’ordine di click dei detector, e che dunque tale ordine abbia una provenienza esterna allo spaziotempo”, prosegue Suarez, per poi ricordare che lo studio di tali entità, esterne allo spaziotempo e responsabile dell’ordine dei click, sia una questione che non appartiene alla fisica, che dovranno affrontare filosofi e teologi nei prossimi anni.

Si, perché durante gli incontri è emerso con chiarezza che l’importanza dell’interdisciplinarietà è pari alla necessità di non confondere metodi e validità delle discipline in gioco. Il rischio altrimenti è quello che ha ricordato un pomeriggio Peter Adams del Thomas More Institute di Londra presentando il libro “The Absence of Mind” di Marilynne Robinson: “Alcuni divulgatori scientifici promuovono la falsa idea che il pensiero moderno abbia raggiunto una soglia sulla quale la scienza è l’unico modo di dire qualcosa di vero, in modo da utilizzare la scienza per far passare, come vere, le loro opinioni personali”.



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COMMENTI
15/01/2011 - Un problema di fondo (Roberto Grilletti)

Proprio il giorno dell´Epifania, il Papa ci ha esortati a non "lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che - se guardiamo bene - non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà" . Il problema, verrebbe da dire, risiede forse proprio in quel "guardar bene". Il cristianesimo non é in concorrenza con la Scienza, in quanto, per sua stessa natura, si riferisce ad una concezione della ragione non ridotta; esso é risposta all´uomo nella sua interezza. La scienza, giustamente, si interroga sui meccanismi cosi´ affascinanti per cui il mondo e´ cosi´ come e´, riuscendo a descriverlo e ammirarlo. Il problema, peró, é che questo, all´Uomo, non basta. Bello sentir parlare della necessita´ -direi proprio scientifica!- di una sana interdisciplinarita´ e di una rinata "amicizia" del mondo scientifico con la coppia di gemelli - come scrisse ancora Benedetto XVI nel discorso alla Sapienza - Filosofia e Teologia. L´Universitá non é forse nata nel bigottissimo e oscurissimo Medioevo? Ma forse non é propriamente quella la vera etá di "mezzo"...

 
14/01/2011 - consiglio (alessandro giudici)

di leggere al riguardo del dibattito filosofico generabile dalla fisica quantistica: d’Espagnat, B., 2006. On physics and philosophy. Princeton: Princeton University Press d'Espagnat ha vinto il Premio Templeton nel 2009, ha 89...