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FISICA/ Tempo scaduto per il cugino americano di LHC

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Tevatron  Tevatron

La scorsa estate, nei corridoi del Fermi National Laboratory (FermiLab) di Chicago, si è iniziato a parlare, sempre più insistentemente, della possibilità di un'estensione della vita del Tevatron. Il Tevatron, fino a novembre del 2009, era stato l'acceleratore di particelle più potente al mondo, in grado di accelerare protoni e anti-protoni a un velocità prossima (99.999899% ) a quella della luce e a una densità di energia mai prodotta prima (simile alla densità di energia dell’universo un decimiliardesimo di secondo dopo il Big Bang).


Questo ha permesso il grande successo di CDF e D0, i due esperimenti che raccolgono e studiano i residui delle collisioni fra queste particelle. Al Tevatron, infatti è stato scoperto il quark top (1995) e sono state fatte centinaia di misure che confermano con grande precisione il Modello Standard, il paradigma teorico che i fisici usano per descrive il comportamento delle particelle elementari.


Il Modello Standard, nonostante il suo grande successo, descrive particelle prive di massa, mentre una della fondamentali proprietà della natura intorno a noi è proprio la massa, che tutti i corpi possiedono. Per questo nel 1964 Peter Higgs ha ampliato il Modello Standard, introducendo nella teoria un meccanismo di produzione della massa; che però prevede la presenza di una nuova particella, il bosone di Higgs. Da allora, la ricerca del bosone di Higgs è stata una delle frontiere più interessanti della fisica delle particelle.


Per questa e altre ricerche, la comunità scientifica mondiale ha deciso di investire circa 9 miliardi di dollari e 20 anni di lavoro per costruire al Cern il Large Hadron Collider (LHC), che ora detiene il record di acceleratore più potente del mondo facendo collidere protoni a una energia circa tre volte superiore a quella del Tevatron.

 



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COMMENTI
01/02/2011 - Complimenti, Dottoressa! (Francesco Giuseppe Pianori)

Chiaro l'articolo, chiara la preoccupazione. Bella la ricerca e interessante il campo di applicazione, per quanto, da profano, io non abbia mai considerato interessante lo studio delle collisioni o il tentativo di riprodurre in laboratorio ciò che è avvenuto all'inizio dell'Universo. La fisica teorica è utile, ma rischia di creare falsi problemi. Curioso il bosone di Higgs ("se esiste", come dice giustamente Lei); probabilmente la "massa" è assolutamente necessaria nel nostro Universo, compresa la massa della luce, che, dicono, Maxwell abbia negato nelle sue equazioni. In ogni caso, buon lavoro, Dottoressa, e complimenti per la capacità, tutta sua, di raccontare in modo semplice e accessibile ai profani, cose e fatti molto complessi e specialistici. Grazie