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ASTRONOMIA/ Un "meeting" planetario ha tracciato il percorso dei Magi verso Betlemme

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Quindi si trattava di un evento celeste noto agli studiosi, quali erano i magi, ma non così evidente “per il grande pubblico”; ma anche questa circostanza rafforza un particolare del racconto evangelico: il fatto cioè che Erode dovesse chiedere una consulenza agli astronomi orientali per decifrare il fenomeno e per avere una conferma della sua singolarità, che portava a una  facile e clamorosa deduzione: un segno così preannunciava la nascita di un re potente e generoso e l’inizio di una nuova era.

E la questione della cometa? Nei primi secoli del cristianesimo non se ne parla, finché compare sopra la capanna nella celebre natività affrescata da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova nel 1303. Non è tanto azzardato supporre che l’idea sia venuta al grande artista dall’emozione ancora viva dell’osservazione della cometa di Halley che era stata ben visibile nei cieli europei nel 1301. La Halley è una delle comete più affezionate alla nostra Terra: ritorna ogni 75 anni circa e se ne sono documentati con precisione gli ultimi 41 passaggi. Tale documentazione esclude però che potesse essere lei la annunciatrice del Messia: infatti il suo ultimo passaggio in epoca precristiana è avvenuto nel 12 a.C. e il successivo nel 65 d.C. Inoltre, nessuna della altre numerose fonti di osservazioni astronomiche antiche, da quelle babilonesi a quelle cinesi, segnala passaggi cometari in quegli anni. 

Resterebbe l’ipotesi della supernova, cioè di quelle improvvise esplosioni di stelle massicce giunte alla fase finale della loro vita che diventano molto luminose e proiettano nello spazio i materiali preziosi per l’evoluzione della storia cosmica. C’è da dire che se in area mesopotamica fosse apparsa una supernova difficilmente gli astronomi babilonesi l’avrebbero ignorata; invece non ve n’è traccia nei loro resoconti: solo alcune cronache cinesi accennano a una stella “nova” apparsa nel 5 a.C. ma con pochi altri dettagli. Inoltre una supernova è un evento collocato in una posizione ben precisa nella volta celeste e ha poco le caratteristiche di “messaggero” che si sposta per tracciare una strada.   

Acquista perciò sempre più forza l’ipotesi della congiunzione planetaria. Che, come ogni ipotesi scientifica, non può avere nessuna pretesa oltre a quella di una descrizione, peraltro sempre perfezionabile, dei fenomeni naturali. Una conoscenza scientifica più precisa delle circostanze fisiche nelle quali si è manifestato l’evento della nascita di Cristo non toglie nulla al carattere straordinario e soprannaturale di quell’avvenimento, anzi concorre a indicarne la concretezza di fatto storico, incontrabile nella storia, e rende ancor più significativo il gesto genuinamente umano dei Magi: “… siamo venuti per adorarlo”.
 



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