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STOCCAGGIO CO2/ Si parte anche in Italia. Al via le norme per cercare i siti sicuri

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Sono entrate in vigore,il 5 ottobre del 2011, le disposizioni del Dlgs 14 settembre 2011,n 162, che recepiscono la direttiva 2009/31/Ce recante un quadro giuridico comune per lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuro della CO2 in formazioni geologiche profonde. Il decreto dispone una serie di regole affinché le misure volte al decremento delle emissioni presenti nell’aria, e, un volta “catturate”, la loro conservazione, avvengano secondo modalità sicure. Rappresenta la base normativa per dar vita allo sviluppo delle tecnologie necessarie a dare una risposta al problema dell’inquinamento ambientale da anidride carbonica. Una delle modalità che da anni gli studiosi stanno cercando di mettere a punto consiste nell’intercettare le emissioni e pomparle con speciali meccanismi, nel sottosuolo, ad una profondità di circa un chilometro. Il concetto che sta alla base della procedura consiste nella constatazione che «l’anidride carbonica non è un refluo “inquinante” se iniettato nel sottosuolo, ma è un reagente acido che interagisce con la roccia, con i fluidi del sottosuolo e con le caratteristiche geologiche (di resistenza al taglio, di viscosità, permeabilità, etc…) della roccia ospitante».

Diversi problemi sono connaturati alla pratica. Secondo alcuni, le emissioni raccolte e condensate, ad esempio, in forma liquida, potrebbero rappresentare una potenziale bomba ecologica in grado di alterare l’ecosistema. Le norme relative al suo stoccaccio dispongono che questo avvenga «con il massimo livello possibile di efficienza e sostenibilità ambientale nonché di sicurezza e tutela della salute della popolazione». Le norme prevedono le modalità con le quali saranno rilasciate le eventuali licenze per l’esplorazione dei siti, quelle con le quali saranno date le concessioni per lo stoccaggio, le autorità preposte e un sistema di sanzioni. I compiti previsti dalla disposizioni saranno portati avanti dal ministero dello Sviluppo economico che, a sua volta, si avvarrà, come organo tecnico, del Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto.



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