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FISICA/ Più veloce del neutrino: è partita la caccia all’errore

Pubblicazione:martedì 11 ottobre 2011

Foto: Ansa Foto: Ansa

Uno è un gruppo di ricerca americano che utilizza un rivelatore che si chiama Minos, un rivelatore di neutrini che si trova al Fermilab di Batavia, vicino Chicago, e li invia nella miniera di Soudan, nel South Dakota percorrendo circa 730 chilometri. Minos in precedenza aveva ottenuto una  misura simile a quella di Opera ma con statistica troppo bassa.
Un altro gruppo di ricerca si trova in Giappone e il progetto si chiama T2K (Tokai to Kamioka); per via del terremoto ha dovuto interrompere momentaneamente la sua attività ma a breve riprenderà. Kamioka è un osservatorio che si trova nella miniera di Mozumi presso la località di Hida. Il progetto nasce da una collaborazione internazionale alla quale partecipa l'Italia; la distanza fra i rivelatori è di 295 chilometri.
Un altro progetto in corso qui al CERN è quello di ripetere l’esperimento effettuando misurazioni più precise dell’intervallo di tempo impiegato dai neutrini nei 230 Km del loro percorso, avvalendosi di un rivelatore vicino al loro punto di produzione; infatti se sul tempo di arrivo del fascio non si hanno dubbi, il tempo iniziale non è controllato bene, nel senso che è misurato per via indiretta a partire dai protoni che hanno prodotto i neutrini.

L’importante risultato sperimentale sulla velocità dei neutrini ci consente di riflettere anche sulla divulgazione delle notizie di scoperte scientifiche. Come ritiene debba essere effettuata una comunicazione scientifica seria e rispettosa della verità dei fatti? Cosa si rischia di trascurare che invece va tenuto presente?

 Ritengo che nella società attuale si tenda a dare troppa enfasi agli annunci forniti a ritmi forsennati e questo porta ad una comunicazione sbagliata anche quando le agenzie scientifiche cercano di essere prudenti. Da un lato è un segnale positivo che ci sia una pressione da parte dei mass media, perché significa che il pubblico è interessato. Dall’altro, però, dal momento che non è possibile dare risposte esaurienti da un giorno all’altro, la comunicazione potrebbe essere controproducente. La mia personale posizione è quella di limitare gli annunci al pubblico, anche se lo staff del CERN sostiene che sono già molto attenti a filtrare con prudenza le notizie.
Una corretta informazione dovrebbe avere il coraggio di presentare le scoperte scientifiche nella loro natura complessa, trattenendosi dal sovra semplificare con poche e semplici parole, frasi, o concetti. Riportare le informazioni in modo completo consente di elevare la qualità delle conoscenze diffuse, con risultati dal punto di vista educativo a livello più elevato.

In pratica, cosa suggerisce?


Occorrerebbe mostrare le diverse possibilità o problematiche in gioco, altrimenti viene comunicata un’idea di come procede lo sviluppo scientifico fuorviante, in quanto appare erroneamente che avvenga una rivoluzione al giorno, in cui assetti teorici e concettuali precedenti si buttano velocemente via per lasciare il posto ad altri. Questi rischi, del resto, sono presenti anche all’interno della comunità scientifica: i tempi troppo rapidi, la logica della competizione esagerata possono portare ad un degrado qualitativo delle conoscenze. 

(a cura di Nadia Correale)



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