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AGROALIMENTARE/ Un sapere antico incontra le nuove tecnologie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Si parla molto in questo periodo di alimentazione e Milano sta scaldando i motori in vista dell’Expo, che a questo tema, declinato su scala mondiale, sarà dedicata. Nei prossimi giorni si inaugurerà al Museo della Scienza e della Tecnologia una grande mostra sul cibo e sulle abitudini alimentari; ma si parla tanto anche di sicurezza alimentare e del ruolo che in questa possono giocare le tecnologie.

Così, nello scorcio conclusivo di questo anno mondiale della chimica, è interessante mettere a fuoco il contributo che proprio dalla chimica può giungere in questa direzione. L’argomento è stato oggetto di studi approfonditi da parte di associazioni come Agrofarma, Aispec, Assofertilizzanti, Assobiotec e di un convegno, Innovazione per un’agricoltura e un’alimentazione sostenibile”, promosso da Federchimica, Regione Lombardia ed Expo 2015.

L’innovazione svolge un ruolo da protagonista nel settore agroalimentare. A partire dall’agricoltura, che sta riacquistando gradualmente presso l’opinione pubblica un ruolo di fondamentale importanza, quel ruolo primario che le è sempre spettato lungo tutta la storia dell’umanità. E tuttavia questo riposizionamento, osservano gli esponenti delle citate associazioni, «può prestarsi a fraintendimenti e letture non del tutto corrette di ciò che è l’agricoltura e con essa tutto l’agroalimentare. C’è una malintesa idea di naturalità e di rispetto per il consumatore e l’ambiente che ha portato, talvolta in buona fede, a ritenere l’agricoltura come la pietra di paragone per un ritorno alla natura, ritorno ad una dimensione nella quale le innovazioni tecniche moderne vengono viste con diffidenza se non con timore».

L’innovazione svolge un ruolo di primaria importanza in agricoltura e nell’agroalimentare più in generale. La difesa delle coltivazioni è il punto di partenza. Proteggere le coltivazioni da parassiti infestanti, grazie ad esempio al corretto utilizzo degli agrofarmaci, significa evitare perdite inutili di raccolto e garantire la disponibilità adeguata, anche a prezzi accessibili, di prodotti alimentari.



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