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AMBIENTE/ Andare in orbita per imparare a proteggere il pianeta Terra

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Che cosa la colpisce di più della Terra? «È difficile fare una classifica: ogni parte ha la sua specificità, ben riconoscibile, e stando in orbita si impara a riconoscerla. Mi hanno colpito alcune immagini che non sembrano naturali, per forme, colori, dimensioni: sembrano artificiali e invece sono proprio così. È lo spettacolo sempre nuovo della natura …».

Nespoli ha una intenso curriculum di voli e le immagini che ha mostrato - sono semplici foto da dilettante, dice lui - lasciano senza fiato e danno un’idea di una familiarità con lo speciale ambiente cosmico. Assegnato nel 2006 all'equipaggio della missione STS-120, ha volato come specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Discovery per il volo STS-120 verso la Stazione Spaziale Internazionale. Poi, nel dicembre 2010 è partito a bordo della navicella Soyuz con la missione MagISStra per restere in orbita, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per sei mesi.

Ma Nespoli ha anche un notevole background scientifico che gli ha consentito di seguire in entrambe le missioni una varietà di esperimenti. Durante la sua missione Esperia, ha portato a termine una serie di esperimenti europei nel campo della biologia e della fisiologia umana. Poi, durante la lunga permanenza sulla ISS, utilizzando il laboratorio Columbus, ha seguito esperimenti progettati per verificare come gli astronauti interpretano l'informazione visiva in condizioni di microgravità e come questa influisce sulla loro percezione. In campo biologico, è stato il principale operatore in esperimenti complessi volti a verificare specifici paradigmi, come la risposta immunitaria nelle piante durante la crescita in condizioni di microgravità, e ad analizzare gli effetti dell’accelerazione centrifuga su radici di piantine di lenticchie. Ha inoltre misurato la natura e la distribuzione del campo di radiazione all'interno della ISS e ha studiato con una precisione senza precedenti l’irraggiamento solare.

Così ha maturato una sensibilità per temi dell’ambiente e della sostenibilità. «Da lassù si può percepire come l’uomo abbia modificato l’ambiente e ci si può rendere conto dell’impatto globale che hanno le nostre attività. Possiamo capire visivamente come abbiamo cambiato il mondo; tipico è lo scenario che si coglie di notte: di giorno è difficile distinguere le città ma di notte si vedono le luci e balzano subito all’occhio i grandi agglomerati. Devo dire che l’Italia è molto più illuminata di altri Paesi e a volte mi domando come possiamo avere così tanta energia disponibile. Di giorno comunque si vedono i delta dei fiumi cambiati, le grandi dighe, le cave a cielo aperto, le isole costruite dall’uomo. Lo stiamo veramente cambiando questo Pianeta e non sono sicuro che comprendiamo veramente lo scopo di ciò che facciamo. Forse dovremmo rifletterci di più».



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