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AMBIENTE/ Andare in orbita per imparare a proteggere il pianeta Terra

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In tutta questa esperienza non mancano i risvolti più strettamente personali. Come quelli legati ai rapporti tra gli astronauti.«Devi abituarti a lavorare in team ma soprattutto impari a conoscere te stesso; bastano pochi giorni per accorgerti che sei fallibile e che se gli altri non ti aiutano puoi combinare guai anche gravi. All’inizio deve imparare a fare tutto in condizioni disagiate, quasi come se fossi un disabile, impossibilitato a svolgere alcune funzionalità; tanto che i neurologi studiano su di noi come il cervello reagisce a queste situazioni, per poi applicare le conoscenza sulla Terra proprio per chi ha delle disabilità».

Nespoli parla delle giornate vissute nello spazio come giornate piene, molto concentrate e senza tregua, «ma non prive della consapevolezza che intanto il mondo va avanti: sono successe cose importanti in quel periodo, a livello mondiale e anche personale; nel mio caso ho vissuto a distanza la morte di mia madre …».

Insomma, un’esperienza affrontata con la passione per un lavoro importante e interessante, dove comunque l’attrattiva resta proiettata su questo nostro fragile e tormentato pianeta; per questo, dopo sei mesi nello spazio «vieni a casa volentieri».

 

(a cura di Mario Gargantini)



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