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STAMINALI/ Cosa c'entra Greenpeace con la tutela dei valori non negoziabili?

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Queste parole, così profetiche, sono state pronunciate da Benedetto XVI in modo quasi preoccupato, “nella speranza di non essere troppo frainteso né di suscitare troppe polemiche unilaterali”. Evidentemente doveva essere consapevole dell’effetto che l’accostamento tra fede e movimento ecologico, avrebbe potuto determinare nell’immaginario mass mediatico e politico europeo. In realtà, queste parole sono il tentativo di spiegare con un esempio concreto la sua critica alla “ragione positivista”, quella che non è in grado di percepire qualcosa al di là di ciò che è funzionale, e che “assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre, in cui ci diamo il clima e la luce da soli e non vogliamo più ricevere ambedue le cose dal mondo vasto di Dio”. La consapevolezza di una nuova ecologia dell’uomo, per cui “dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente”, è ciò che potrebbe far tornare l‘uomo a “spalancare le finestre”.

Si può dire che Greenpeace – in questa circostanza – abbia aiutato il papa a spiegare bene cosa avesse voluto dire ai parlamentari tedeschi e a tutti gli europei.

E vi sono altri fatti di questi giorni, che mi paiono significativi, in questo senso. Il cardinal Bagnasco, introducendo il convegno delle associazioni cattoliche a Todi, ha parlato di “metamorfosi antropologica”: “sono in gioco le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino”. Con ciò, il cardinale ha risposto a quei cattolici (non pochi) e laici (come De Bortoli dalle pagine del Corriere) avrebbero visto bene un cambio di rotta nell’impegno politico dei cattolici, verso una nuova “missione sociale”, lasciando a margine quell’impegno per la difesa di valori non negoziabili, che susciterebbe “incomunicabilità” con le posizioni laiche.

Stupisce ancora di più – in questo quadro di invocata incomunicabilità – il manifesto di quattro intellettuali rigorosamente “laici” di area Pd (Barcellona, Sorbi, Tronti e Vacca), che chiedono un “confronto” su due temi fondamentali del magistero di Benedetto XVI, ossia il rifiuto del relativismo etico e il concetto di valori non negoziabili.

Greenpeace, Bagnasco e manifesto: tre esempi che scompaginano le nostre piccole e interessate – a volte – costruzioni ideologiche; tre esempi dai quali tornare a spalancare le finestre sulla vastità del mondo, tra cielo e terra.



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