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AMBIENTE/ Per gestire la risorsa acqua va evitata “l’ingegneria miope”

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Non è nella prevaricazione che sta il successo ma in una mutua collaborazione che porti a una gestione ottimale delle risorse: un insegnamento prezioso per affrontare molti problemi attuali. Rinaldo dal canto suo, mostra una serie di fotografie relative ad alluvioni e ad altre calamità, invita a riflettere sul tema del governo dell’acqua e, più in generale, della natura. Il relatore si schiera contro una corrente di pensiero molto diffusa ai giorni nostri, che vede l’azione dell’uomo in un certo qual modo contrapposta a quella della natura. Rinaldo sostiene la necessità di sviluppare una dialettica ambientalismo – capitalismo che porti a una migliore gestione del territorio. E’ dovere dell’uomo gestire l’ambiente e bisogna smascherare l’illusione che la natura vada da sé nella direzione giusta. Certo, bisogna utilizzare intelligentemente le risorse tecnologiche, evitando operazioni di “ingegneria miope”, come quella che ha deviato fiumi della Russia che alimentavano il mar di Aral prosciugandolo e provocando la scomparsa di interi ecosistemi.

Le nuove tecnologie, se ben utilizzate, possono offrire l’opportunità di un migliore utilizzo di ciò che la natura ci mette a disposizione: possono aiutare a contenere gli sprechi e a mitigare le catastrofi naturali. Infine Rosti, tra i promotori del referendum per la riattivazione dei Navigli milanesi, ha rilanciato la proposta di riportare in vita quella civiltà dell’acqua da cui la stessa Milano è sorta e di cui poi si è dimenticata. La metropoli lombarda in effetti è fiorita come “città d’acqua”: da essa traeva protezione, energia e ricchezza, grazie ad essa si sviluppò una fiorente cultura, nonché nuove idee e tecnologie per valorizzare appieno una risorsa tanto preziosa. Alla naturale disponibilità idrica derivante dai fiumi Olona, Seveso e Lambro si affiancò l’opera umana tramite la costruzione di canali e chiuse che fecero di Milano una città navigabile e resero la Darsena il 13° porto in Italia: un record, se si tiene conto della sua posizione geografica. Purtroppo la pigrizia umana ha portato a una gestione sempre più carente di queste ricchezze infrastrutturali create nei secoli; nel frattempo le veloci automobili rendevano obsoleta la navigazione e i Navigli videro una progressiva decadenza. Ridonare splendore ai Navigli può portare a un miglioramento socio-economico con un maggiore sviluppo del turismo, un miglioramento estetico della città e, naturalmente un più efficiente e completo sistema di mobilità che assumerebbe una connotazione positiva in senso ecologico.



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