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ENERGIA/ Dagli scarti agro-zootecnici al pulitissimo bioidrogeno

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Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

L’ordine di grandezza di questi risultati ottenuti nei prototipi di laboratorio sono sostanzialmente confermati dalle prime produzioni ottenute con il reattore pilota dimostrativo. Pur avendo un volume complessivo di diversi metri cubi, si tratta di un piccolo impianto non ancora di scala reale, ma esso costituisce uno strumento eccezionale di sperimentazione che ci permette di simulare in modo realistico potenziali configurazioni impiantistiche e soluzioni tecnologiche da applicare a scala reale. E soprattutto di verificare la scalabilità delle prestazioni energetiche che abbiamo estrapolato dai risultati di laboratorio. Questi sono elementi fondamentali per potere valutare l’effettiva sostenibilità economica del processo.

 

Quali saranno gli sviluppi successivi?

 

Sebbene vi siano aspetti importanti del processo sui quali stiamo lavorando (l’ottimizzazione simultanea dei due stadi del processo, l’uso di indicatori microbiologici per valutare le prestazioni di produzione di idrogeno, ecc.) ci pare giunto il momento di affrontare con decisione la parte di filiera che segue il processo di produzione. Quindi siamo impegnati nella scelta e nella messa a punto di tecnologie appropriate e dunque di gestione non troppo complessa che rappresentino un modello di valorizzazione del bioidrogeno e biometano prodotti attraverso il loro arricchimento e purificazione, la conversione energetica a elevato rendimento, l’iniezione nella rete energetica, esempi di uso nei motori per autotrazione.



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