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MOBILITÀ/ L’auto elettrica in corsia di accelerazione

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I principali fattori critici oggi per lo sviluppo dell’auto elettrica sono riconducibili sostanzialmente a quattro ordini di problematiche.

In prima battuta vi è  senza dubbio un problema di percezione, da parte dei produttori di veicoli batterie e altre componenti tecnologiche specifiche, del potenziale di business   rappresentato dalla mobilità elettrica e quindi dalla grande competizione in essere, con scarsa propensione ad alleanze e dialogo in una fase di mercato ancora da costruire.

Parallelamente dal lato dell’offerta permangono certamente le resistenze degli attori del settore “tradizionale”, ovvero quello dei veicoli a combustione, che vedono nello sviluppo della mobilità elettrica una minaccia agli equilibri consolidati.

Allo stesso tempo un altro forte fattore limitativo è rappresentato dalle difficoltà di carattere culturale sul lato della domanda, dove il condizionamento da parte delle caratteristiche dell’offerta di oggi (costi, ricariche, difficoltà autonomia, etc.) prevale sulla capacità di guardare oltre verso la capacità effettiva di soddisfare i reali bisogni di mobilità.

Infine, ma non meno importante, anche la lentezza e complessità decisionale delle Pubbliche Amministrazioni nel definire misure di accompagnamento allo sviluppo del mercato possono contribuire ad un rallentamento delle dinamiche di sviluppo.

 

Ci sono anche problemi di coordinamento delle azioni a livello comunitario?

 

Più che di problemi parlerei di opportunità da cogliere. L’Unione Europea fornisce oggi attraverso i suoi programmi per la ricerca e le iniziative di cooperazione strumenti e incentivazioni importantissimi per contribuire in maniera fattiva a guidare il cambiamento verso sistemi di  mobilità innovativi e puliti, e soprattutto verso il traguardo di importantissimi obiettivi ambientali definiti dalle stesse politiche comunitarie. La sfida da raccogliere, non solo per le Amministrazioni Pubbliche che sono chiamate ad essere motore e cervello di questo cambiamento, ma anche per i differenti attori in grado di contribuire in maniera decisiva con esperienza e risorse e per i cittadini tutti, è quella di far convergere gli interessi comuni con uno sguardo al di là del proprio orizzonte temporale, con l’obiettivo condiviso di una mobilità effettivamente ed efficacemente sostenibile, nel consumo di risorse come nell’impatto sulla quotidianità e sul benessere degli individui.



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