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SCOPERTA/ Altro che X-Men, per ricostruire un tessuto biologico basta un buon virus

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Nel loro laboratorio i ricercatori hanno messo un certa quantità di virus in una soluzione salina dove hanno immerso un sottile substrato sul quale i virus potessero depositarsi e aderire. Variando la velocità con la quale i substrati si ritirano, o la concentrazione del virus in soluzione, o la concentrazione salina della soluzione, i bio-ingegneri hanno ottenuto tre tipologie di film sottili di virus: la prima, realizzata con una sospensione di virus a bassa densità, consiste in bande di filamenti alternate, con i filamenti virali in ciascuna banda orientati perpendicolarmente rispetto alla banda adiacente; nel secondo caso, aumentando la concentrazione dei virus in soluzione, hanno creato una specie di nastro elicoidale, con una possibilità di manipolazione migliore a scale maggiori di quanto non si possa fare alle dimensioni dei virus; nel terzo caso, aumentando ancora la concentrazione di virus e aumentando la velocità di ritirata del substrato, il prodotto ha assunto la forma di filamenti simili ai caratteristici spaghetti in brodo giapponesi.

«La natura - commenta Chung - cambia dinamicamente le variabili ambientali che influenzano la costruzione di un nuovo tessuto mentre esso cresce. La bellezza del nostro sistema è che anche noi possiamo fare lo stesso. Alterando vari parametri, guidiamo il processo verso specifiche strutture in maniera controllata. Possiamo anche realizzare differenti strutture sullo stesso substrato». «Crediamo fermamente che il nostro innovativo approccio alla costruzione di strutture sopramolecolari auto-sagomate sia strettamente simile a quello degli assemblati di fibre elicoidali», aggiunge Lee.

I ricercatori hanno dimostrato che i film di questi nuovi bio-materiali che si autoassemblano in modo gerarchico, come la cornea a livello di complessità più basso, e la pelle a un livello più alto, possono essere utilizzati come substrati biologici, e il team ha per esempio ricreato un materiale simile allo smalto dei denti aggiungendo del calcio e dell’acido fosforico.



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