BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCOPERTE/ Le piante carnivore aiutano a tenere l’acqua lontana dalle superfici

Pubblicazione:

Foto Fotolia  Foto Fotolia

La capacità delle foglie di loto di allontanare l’acqua è stata studiata da tempo per creare superfici sintetiche altamente idrofobiche; tale abilità, però, non soddisfa l’esigenza di generare superfici omnifobiche, in grado cioè di allontanare anche gli oli (molecole apolari) così come fanno con la repulsione dell’acqua (molecola polare).

Le foglie di loto hanno una struttura superficiale particolare, che le rende estremamente idrofobiche e le mantiene costantemente pulite. Tali caratteristiche sono determinate dalla presenza di microstrutture, piccoli pori chiamati papille, che con facilità fanno scivolare via l’acqua dalla superficie fogliare, creando un’interfaccia formata da tre componenti: solida, gassosa e liquida. Il meccanismo d’azione è il seguente: quando la superficie fogliare (componente solida) è bagnata da gocce d’acqua (componente liquida), lo strato d’aria (componente gassosa) frapposto tra le altre due componenti viene intrappolato nelle papille facendo assumere all’acqua una perfetta forma sferica.

Tale forma facilità lo scivolamento delle gocce d’acqua dalla foglia; questo meccanismo adottato dalle foglie di loto per allontanare l’acqua è chiamato “effetto loto” (figura A)

 

 

In questi anni le applicazioni nanotecnologiche hanno cercato di riprodurlo in materiali quali vernici e tessuti. Il modello della pianta di loto, inoltre, è stato mimato dagli scienziati per generare materiali idrofobici utilizzati nello studio dell’attrito, della lubrificazione e in altre aree ingegneristiche.

La produzione di superfici superidrofobiche è impegnativa, ma a paragone, è molto più difficile produrre superfici oleofobiche che respingano liquidi organici come oli, molecole non polari con un basso potere energetico rispetto a quelle polari come l’acqua. Per le molecole apolari tutto si complica, poiché le gocce degli oli non sono capaci di assumere una forma sferica su superfici solide.

In questi ultimi anni sono stati allestiti esperimenti per produrre superfici omnifobe che sono sia oleofobe sia idrofobe. Tali superfici sono di interesse in molte applicazioni, nelle quali sono usati fluidi biomedici (sangue), carburanti per il trasporto (benzina) e anche superfici repellenti al ghiaccio e alla polvere.



  PAG. SUCC. >