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NOBEL 2011/ Fisica: l’universo accelera e nel 2018 EUCLID andrà a controllare

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Fonte: Ansa  Fonte: Ansa
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Se i risultati di Lemaitre e Hubble sull’espansione dell’universo avevano messo in crisi Einstein, la scoperta dell’accelerazione di Perlmutter, Riess e Schmidt ha messo in crisi una intera comunità scientifica. E le loro misure hanno riportato alla ribalta la costante cosmologica di Einstein, da lui stesso rigettata. Ma questa volta non per “tener fermo” l’universo, ma al contrario per spiegare la sua accelerazione. Infatti valori opportuni della costante cosmologica possono produrre un eccesso di “anti-gravità” con l’effetto di accelerare l’espansione, proprio come il sasso che accelera dopo il lancio verso l’alto.

Ma la natura fisica di questo fenomeno è oggi fra i più grandi misteri irrisolti della cosmologia e della fisica fondamentale. E’ davvero prodotta da un termine costante? Qual è la sua origine? Che evoluzione può avere? Se l’accelerazione perdurasse, prima o poi (questione di qualche miliardo di anni …) tutte le galassie e ultimamente tutte le strutture finirebbero per scomparire e dissolversi, con temperature sempre più basse. Ma potrebbe anche succedere che l’accelerazione si arresti trasformandosi in una implosione cosmica. Semplicemente non sappiamo.  I giochi del cosmo sono aperti come non mai.

Mentre scrivo sono sull’aereo da Parigi a Linate, reduce dalla riunione del Science Programme Committee dell’ESA che proprio oggi, 4 ottobre, era chiamato a selezionare la prossima missione spaziale per un lancio previsto nel 2018. La scelta è andata sulla missione EUCLID, dedicata proprio a misure di precisione dell’accelerazione dell’universo. La notizia dell’assegnazione del Nobel è arrivata mentre eravamo riuniti: difficile dire quanto abbia pesato sul voto delle delegazioni nazionali, ma certo non ha nuociuto. EUCLID sarà in grado di studiare le proprietà dell’energia oscura costruendo una mappa tridimensionale dell’universo con oltre un miliardo di galassie (altro che le 40 galassie di Hubble!), di cui 10 milioni ad alta precisione, con osservazioni nella luce visibile e nell’infrarosso. Inoltre i dati di EUCLID incrociati con quelli di PLANCK permetteranno di raccogliere nuovi elementi sugli albori della storia cosmica, fino alle prime frazioni di secondo. Insomma, oggi è stato davvero un bel giorno per chi ama l’universo.

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COMMENTI
05/10/2011 - Ottimo... (Marco Castellani)

Ottima e certamente fondata, la scelta di EUCLID e SOLAR ORBITER da parte di ESA... anche se dal punto di vista di chi, come il sottoscritto, lavorava in PLATO, la missione per ora rimasta "al palo", la cosa forse lascia qualche dispiacere. Nel settore affascinante dei pianeti extrasolari - comunque un settore in grande fermento nell'ambito della ricerca astronomica - PLATO avrebbe potuto sicuramente dare un grosso contributo. Tra le due missioni approvate, personalmente guardo con maggiore curiosità ad EUCLID che , a mio avviso, ha davanti la prospettiva di fare scoperte veramente eccitanti nell'ambito della cosmologia. Che altro aggiungere, se non che - a questo punto - non vedo l'ora che venga fatta partire! Un saluto, Marco Castellani INAF - Osservatorio Astronomico di Roma