BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ROBOTICA/ Così i robo-scarafaggi cercano di spiegare i segreti del volo

Pubblicazione:

Immagine d'archivio (Fotolia)  Immagine d'archivio (Fotolia)

Detto questo, la storia sarebbe di scarso interesse, salvo forse per qualche amante di  cose volanti (al quale si potrebbe consigliare di andare a rileggersi l’impagabile libretto di Henk Tennekes La semplice scienza del volo), se non fosse anche giunta alle orecchie di  Robert Dudley, professore di “integrative biology” (una disciplina che si propone di affrontare lo studio dei sistemi biologici utilizzando molteplici competenze e punti di vista) presso la medesima università californiana. Dudley è uno studioso del volo animale e in particolare è interessato a capire come nel corso dell’evoluzione gli esseri viventi abbiano acquisito la capacità di volare. A tal scopo sono state avanzate diverse teorie, tutte basate su scarsi riscontri fossili e in gran parte su modellazioni matematiche. Secondo uno di questi modelli, agli insetti terricoli sarebbe bastato, in condizioni ottimali, aumentare la velocità  di almeno tre volte rispetto a quella normale per riuscire a volare.

Ma l’esperienza della “robo-blatta” DASH, corroborata da accurati test e misure, addirittura in una galleria del vento,  parrebbe dimostrare che con delle semplici ali non si riesce ad aumentare la velocità più di un paio di volte; sembrerebbe quindi difficile che al volo si sia arrivati direttamente. Più probabile che sia capitato quanto si è visto con DASH stesso, cioè che in presenza di qualcosa di simili ad appendici alari i loro portatori abbiano acquisito dei vantaggi evolutivi in termini di mobilità o anche di capacità di allungare i salti o addirittura di fare delle brevi planate.

D’altra parte, aggiunge Dudley, le stesse testimonianze fossili relative ai possibili precursori dei primi uccelli mostrano che essi erano animali dotati di lunghe piume sui quattro arti e anche di una lunga coda  piumata: tutte caratteristiche più vantaggiose per animali abituati a vivere sugli alberi e a planare da un albero all’altro utilizzando tali appendici piumate, piuttosto che per animali terricoli.

Siamo nel campo delle congetture e della speculazione; e a dir la verità, non è questa la scienza che più ci piace e ci convince. Peraltro l’esperienza di DASH sembra mostrare che oltre alle simulazioni matematiche si potrebbe ricorrere a dei sofisticati modelli robotici per provare se certe ipotesi sulle possibili pieghe prese dall’evoluzione abbiano un minimo di credibilità. Altrimenti si rimane a livello di quella  battuta che circolava un tempo fra gli ingegneri aeronautici, cioè che secondo le teorie correnti i calabroni non avrebbero mai dovuto volare, ma siccome loro non lo sanno, volano lo stesso.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.