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SPAZIO/ Risolto il "giallo" Lemaître vs Hubble sull’espansione dell’universo

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Qui il mistero s’infittisce e la vicenda si tinge di “giallo”. Infatti, nel 1931 gli editori della prestigiosa rivista inglese “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, chiesero a Lemaître di pubblicare una traduzione inglese dell’articolo del 1927. Ma stranamente in questa traduzione scomparvero alcuni paragrafi rispetto all’originale francese: proprio quelli in cui lo scienziato belga descriveva la sua misura della legge di Hubble. Chi ha tradotto il testo originale e perché ha omesso proprio quei paragrafi?

Alcuni articoli pubblicati quest’anno hanno sollevato il dubbio che i paragrafi siano stati omessi volontariamente per assicurare il primato della scoperta a Hubble e persino che l’influente astronomo statunitense abbia avuto un ruolo attivo in una vera e propria opera di censura scientifica. Per risarcire Lemaître del clamoroso “scippo” è anche partita una campagna per dedicare all’astronomo belga uno dei telescopi che saranno costruiti nei prossimi anni (magari l’europeo ELT, Extremely Large Telescope), bilanciando in tal modo l’intitolazione a Hubble del telescopio spaziale della Nasa che da vent’anni ci invia le meravigliose immagini dell’universo.

Ora l’articolo di Livio ha finalmente fatto chiarezza e indicato un “colpevole” inaspettato: Lemaître stesso! Ciò risulta evidente dalla lettera originale allegata alla traduzione del manoscritto, ritrovata da Livio nell’archivio della rivista inglese, dove l’astronomo-sacerdote scriveva: «Apprezzo molto l’onore che mi è reso dalla ristampa del mio articolo del 1927 ad opera della Royal Astronomical Society. Le spedisco una traduzione dell’articolo. Non ho ritenuto opportuno ristampare la provvisoria discussione sulle velocità radiali che non è chiaramente d’interesse attuale e la nota geometrica che potrebbe essere sostituita da una breve bibliografia di articoli vecchi e nuovi». Questa lettera mette chiaramente fine alle speculazioni su chi aveva cancellato i paragrafi: fu Lemaître stesso a ritenere superfluo riportare i suoi tentativi di verificare l’espansione con la velocità di recessione delle galassie. Egli sapeva, infatti, che Hubble aveva ottenuto dati migliori (soprattutto per le stime delle distanze) di quelli che lui stesso aveva potuto utilizzare e che, come aveva correttamente commentato nell’articolo originale, non gli permettevano di confermare la presenza della relazione. Per questo motivo probabilmente decise di omettere nella traduzione quella che riteneva una discussione “provvisoria” e i relativi commenti.



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