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BIOLOGIA/ C’è l’alluvione, ma i raccolti non annegano

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Alluvioni a Rio de Janeiro  Alluvioni a Rio de Janeiro

In alcune varietà di riso, c’è un gene (SUB1A) che determina la tolleranza all’immersione: infatti la pianta è in grado di sopravvivere per due settimane o più completamente coperta d’acqua. Altre piante, compresa l’arabidopsis, che non germinano immerse nell’acqua come il riso, posseggono l’omologo di tale gene (SUB1A-like), anche se con un diverso comportamento: la proteina SUB1A nell’arabidopsis è soggetta a turnover, mentre nel riso non viene sostituita.
Un ulteriore esempio di proteina soggetta all’azione del meccanismo di turnover è spiegato in un altro articolo recente, sempre su Nature (Licausi et al.), da un gruppo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione col Max Planck Institute e l’Università di Utrecht. Nell’articolo viene spiegato il destino della proteina denominata RAP2.12 presente costitutivamente nella cellula vegetale: quando i livelli dell’ossigeno sono normali tale proteina si lega a una proteina di membrana (ACBP) e viene rapidamente degradata; mentre, in caso di alluvioni, si dissocia da ACBP e migra nel nucleo, dove attiva l’espressione di geni come risposta adattativa alla condizione di ipossia.
Con le informazioni ricavate dalle due ricerche, in futuro si potranno migliorare le coltivazioni rendendole tolleranti ai bassi livelli d’ossigeno, così potranno sopravvivere durante le inondazioni, come avviene già in alcune varietà asiatiche di riso.



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